Ricordi dell'Agordino

Sta per uscire il numero di settembre di Dolomiti Magazine, che contiene due miei articoli: il tentativo di una modesta rilettura del "Viaggio al centro della Terra" di Verne alla luce della teoria nettunista di Werner e un ricordo di Caprile, frazione del comune di Alleghe, indipendente fino al 1807 e luogo di soggiorno per molti di coloro che hanno compiuto i primi viaggi attraverso le Dolomiti: Gilbert, Churchill, Amelia Edwards, Carducci, Stoppani, Taramelli e altri ancora.

In particolare, la Edwards ha dipinto un acquerello, riportato nel libro dei fratelli Boyle, che raffigura il Sasso Bianco, la montagna dalla quale nel 1771 è caduta la frana del Piz che sbarrando il corso del Cordevole ha formato il lago di Alleghe

Il Cordevole (sopra, in fotografia) è il fiume che nasce dal Pordoi e attraversa tutto l'Agordino per confluire infine nel Piave. Il lago di Alleghe è oggi una meta turistica frequentata: è possibile passeggiare lungo le sue rive, percorrendone il perimetro. L'ho fatto per intero l'ultima volta nel 2017.

A Caprile sono tornato recentemente, cercando la celeberrima sorgente di acqua sulfurea: sebbene l'odore di idrogeno solforato fosse nettamente percepibile anche a distanza, non mi è stato possibile giungervi, in quanto il ponte che permette di passare dall'altra parte del fiume è crollato, travolto dalla furia di Vaia. Tutto sommato meglio così per quel piccolo ecosistema che, risparmiato dalle visite, ha maggior probabilità di conservarsi inalterato.

Proseguendo ben oltre il ponte e la sorgente, sarebbe stato possibile raggiungere quel che resta dell'incompiuta diga di Digonera, i cui lavori furono interrotti dopo il disastro del Vajont

Le spalle della diga sono ancora oggi visibili dalla strada che da Caprile prosegue verso Livinallongo e Arabba, fermandosi sullo spiazzo subito dopo la prima galleria.

La diga è stata esplorata e raccontata da altri in un video pubblicato sul canale youtube Lost Structures e su di essa non mi dilungo. 

Invece, dopo la seconda galleria sulla sinistra si svolta per salire a Laste di Rocca Pietore, un paese nel quale non tornavo da più di vent'anni e che ho rivisto volentieri, col suo panorama mozzafiato: ammirate nel breve video Col di Lana, Lagazuoi, Pore, Pelmo, Civetta...


Mi sarebbe piaciuto soggiornare un po' di più di un pomeriggio. Chissà se le mie ginocchia avrebbero retto ancora una camminata fino in cima al monte Migogn, per ammirare la Marmolada e il Fedaia... e così, sulla via del ritorno, ho goduto invece di un'altra bella veduta della Civetta, restandone affascinato al pari dei viaggiatori citati all'inizio del post.


Le imponenti pareti montuose che fanno da cornice alla valle sono costituite da successioni di Dolomia Principale e di calcare, nate dall'accumulo di gusci, alghe e coralli in un tempo geologico lontano, quando tutto era sommerso da un antico mare. Ma questo non giustifica oggi quel turismo cafone che passeggia per sentieri in costume ed infradito

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