Letture estive (2)

"Viaggio al centro della Terra" è il titolo di uno dei più celebri romanzi d'avventura e di fantascienza scritti da Jules Verne (1828-1905), pubblicato per la prima volta il 25 novembre 1864. 

Prima di Verne, altri autori hanno condotto i loro personaggi nel mondo sotterraneo: Osiride, ucciso dal perfido fratello Seth e risuscitato dalla sorella Iside; Orfeo, per cercare e perdere ancora la sposa Euridice; Enea, per incontrare l'ombra del padre Anchise e ascoltare il vaticinio sulla grandezza dell'impero di Roma; Dante, guidato da Virgilio ad incontrare Lucifero imprigionato nel ghiaccio del Cocito al centro del pianeta; infine Astolfo, nell'Orlando furioso di Ariosto.

Meno noti al grande pubblico sono "Il viaggio sotterraneo di Niels Klim", scritto da Ludwig Holberg nel 1741, "Icosameron" di Giacomo Casanova, del 1788 e infine un'opera in italiano di Lorenzo Ignazio Thjulen: tutti gli autori usano il tema in chiave satirica.

La storia raccontata da Verne è invece ambientata nell'estate del 1863 e segue le vicende di uno scienziato visionario che si inoltra nelle profondità del pianeta affrontando pericoli per compiere scoperte straordinarie.

Il racconto si sviluppa attraverso eventi incalzanti e fantastiche scoperte paleontologiche e archeologiche, a cominciare da una pergamena con una scritta in caratteri runici trovata dal professor Otto Lidenbrock, eccentrico mineralogista di Amburgo, in mezzo ad un libro. 

Il nipote Axel riesce a decifrare il testo, scritto dall'alchimista Arne Saknussemm. Il messaggio indica la via per il centro del mondo attraverso il cratere del vulcano spento Snæfellsjökull, in Islanda. Dove si trova l'Islanda? Lasciamo rispondere il piccolo Giulio da Vicenza...


Il professore organizza la spedizione, coinvolgendo il nipote: ambedue partono per l'Islanda. Raggiungono la capitale e assumono Hans, una guida locale: quindi si spostano presso il vulcano spento ove, secondo la pergamena, alle calende di luglio (ossia il primo giorno del mese secondo l'antico calendario romano) il picco dello Scartaris proietterà la sua ombra sull'ingresso del mondo sotterraneo.

Lidenbrock, Axel e Hans si addentrano nei cunicoli. Nelle profondità della Terra i tre scoprono un immenso mare sotterraneo, vegetazione preistorica e creature marine risalenti a milioni di anni fa. Bloccati da una frana, i protagonisti sfruttano un'eruzione del vulcano Stromboli, in Italia, per essere catapultati sani e salvi in superficie.

Il romanzo, chiaramente, è un romanzo, ma nella finzione narrativa conserva un piccolo pregio che forse sfugge a molti lettori. La narrazione del mondo sotterraneo è costruita su molti presupposti della teoria nettunista, insegnata dal geologo Abraham Gottlob Werner alla fine del Settecento presso la scuola mineraria di Freiberg e diffusa dagli allievi in molte università europee. 

Secondo questa teoria, accettata nei  primi decenni del XIX secolo e oggi completamente abbandonata, le rocce avrebbero avuto origine da un mare primordiale per precipitazione: prima graniti, micascisti e gneiss; poi calcari e ardesie; quindi i gessi, i carboni fossili e le arenarie; infine sabbie, argille, ghiaia e ciottoli sciolti.

Nel capitolo 19 del Viaggio di Verne si legge che "i sedimenti delle acque hanno formato [...] questi scisti, i calcari e le arenarie! Stiamo voltando le spalle alla massa granitica".

Nel capitolo 41, risalendo attraverso il camino vulcanico dello Stromboli, Lidenbrock riconosce ancora la successione delle rocce come descritta da Werner: 

"Granito eruttivo... Ecco gli gneiss, ecco i micascisti! Presto incontreremo i terreni del periodo cretacico, e allora...". 

Secondo Werner, le rocce di quel periodo che sarebbe stato chiamato Cretaceo da D'Halloy nel 1822 comprendevano arenarie, gessi e carboni fossili.

Gli esploratori risalivano all'interno del camino vulcanico e "intanto la temperatura aumentava in modo impressionante..." (ibidem). Secondo la teoria di Werner, i fenomeni vulcanici avrebbero avuto origine dalla combustione di strati interni di carbone, stratificato - sempre secondo la teoria di Werner - ben al di sopra degli gneiss e dei micascisti.

I geologi oggi ci insegnano correttamente che la temperatura aumenta scendendo progressivamente all'interno della Terra, non salendo: e descrivono l'aumento della temperatura in funzione della profondità con una curva detta geoterma.

Il dettaglio della temperatura (sempre letto e riletto alla luce della teoria nettunista) è introdotto e ripreso più volte anche all'inizio del viaggio, quando il professore dà ragione ad Humprey Davy, un chimico inglese di inizi Ottocento, per cui nei terreni primordiali di Werner "avvenne la reazione chimica dei metalli infiammati al contatto dell'aria e dell'acqua. Rifiuto l'ipotesi del calore centrale e ce ne accorgeremo da soli" (cap. 17).

Axel, che incarna invece la generazione di geologi successiva a quella dei nettunisti, rileva che: "la temperatura non era salita come temevo. C’erano dieci gradi e per il momento mio zio aveva ragione: lui infatti negava il calore interno della Terra". (cap.18) A seimila piedi di profondità "la temperatura avrebbe dovuto essere di ottantun gradi: era di quindici soltanto" (ibidem).

Il tunnel di lava che i tre avventori stavano percorrendo esiste davvero e si chiama grotta di Vatnshellir. Esso è lungo circa 200 metri e va fino a 35 metri di profondità: non i seimila piedi (=1828.8 m) misurati nella finzione narrativa da Lidenbrock.

I geyser prendono il nome proprio da Geysir, il più noto getto d'acqua bollente intermittente d'Islanda. Eccolo in un documentario trasmesso in televisione.

Altro omaggio alla teoria di Werner è l'immagine del mare sotterraneo, in cui i tre protagonisti navigano a bordo di una zattera costruita in loco, assistendo al combattimento tra un plesiosauro e un ittiosauro.

I dinosauri, termine che tradotto letteralmente significa lucertole terribili, erano stati denominati così nel 1842 da Richard Owen: appena qualche anno prima della pubblicazione del libro di Verne. Anche la scoperta del fulmicotone, materiale citato verso la fine del libro, era stata fatta negli stessi anni da Christian Schoenbein.

Infine, che funghi alti una decina di metri formino foreste sotterranee, è pura fantasia: al tempo di Verne essi erano considerati come appartenenti al regno vegetale (oggi sono classificati invece in un regno tutto loro) ma privi di clorofilla e quindi non fotosintetici. Giustamente, secondo il romanziere, potevano trovarsi in luoghi privi di luce: e i moderni coltivatori di funghi sanno bene come essi prosperino in certe grotte, a temperatura costante e umidità elevata.

Le teorie nettuniste di Werner e seguaci, che a Verne sono servite per costruire ad arte un avvincente racconto di fantasia, furono demolite già nei primi decenni dell'Ottocento dai seguaci di James Hutton, un geologo scozzese che rilevò invece il ruolo fondamentale del calore interno della Terra nella genesi delle rocce. Lo stesso Verne fa confessare ad Axel la sua fede nella teoria huttoniana nelle ultime pagine del romanzo: "credo e crederò sempre nel calore centrale".

I processi geologici, per Hutton, avverrebbero su scale temporali molto ampie che non lasciano "nessun indizio di un inizio e nessun indizio di una fine": ben oltre quindi i seimila anni calcolati a partire dai racconti religiosi. Le forze che operano anche oggi (come l'erosione, la sedimentazione e il vulcanismo) sono le medesime che hanno agito in quel lungo passato rappresentato oggi nella carta geocronostratigrafica internazionale

Il presente è la chiave per comprendere il passato: l'avventura della conoscenza del mondo di cui facciamo parte si presenta essere molto più avvincente della trama di un vecchio romanzo e le meraviglie della scienza superano di gran lunga le invenzioni letterarie della fantascienza.

FONTI CONSULTATE

M. Alfieri, Dolomiti: la prima scoperta, Fondazione Giovanni Angelini, 2020, pp. 74-75 e pp. 215-216

J. Repcheck, L'uomo che scoprì il tempo, Raffaello Cortina Editore, 2003

Valitutti, Taddei, Maga, Macario, Carbonio, Metabolismo, Biotech, Zanichelli, pp. T1 e segg.

J. Verne, Viaggio al centro della Terra, APE Junior - Salani, 2012

https://www.academia.edu/114555122/Lorenzo_Iagnazio_Thjulen_Un_viaggio_al_centro_della_terra

https://www.researchgate.net/figure/Abraham-Werner-father-of-Neptunism-left-and-his-water-world-showing-the-Universal_fig5_382818860

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