Ricordi della Città Eterna - 2


Il video di Stefano Sauli propone l'ascolto dei "Pini di Roma", un poema sinfonico composto da Ottorino Respighi (1879-1936) tra il 1923 e il 1924 e articolato in quattro quadri:
  • Pini di Villa Borghese, con la gioia dei bambini che giocano (... a palla?) nei parchi romani, evocati nel tema di Madama Doré;
  • Pini presso una catacomba, con un'atmosfera cupa e austera, in cui riecheggiano melodie modali e canti gregoriani.
  • Pini del Gianicolo, che evocano la notte, con il prevalere dei suoni dei legni e del timbro del pianoforte, dell'arpa e della celesta; in questa parte il compositore inserisce il cinguettio registrato di un usignolo;
  • Pini della Via Appia, abbacinati dalle luci dell'alba, che preparano l'arrivo dell'esercito consolare, annunciato dal lento crescendo degli ottoni.
La musica che possiamo ascoltare è una registrazione storica dal vivo di un'esecuzione da parte dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, diretta da Sergiu Celibidache.


Proseguo il post con una selezione di scatti raccolti nei giorni scorsi: sono stato a Roma per quello che definirei un viaggio di lavoro, nel merito del quale non indugio. Ammirate allora le arcate del Colosseo (sopra) e l'Arco di Costantino (sotto).


Ed eccomi qui, mentre passeggio ammirando i fori imperiali e ritiro una palla ai bambini che giocano - si, proprio quelli la cui gioia apre la composizione di Respighi...


Ecco il Vittoriano, monumento nazionale a Re Vittorio Emanuele II di Savoia. L'imponente opera architettonica fu progettata dall'architetto Sacconi ed è conosciuta da molti come Altare della Patria.


Altro luogo celeberrimo è la Scalinata di Trinità dei Monti, in Piazza di Spagna, con la facciata della chiesa illuminata dal sole prossimo a tramontare.


Ed ecco Castel Sant'Angelo, edificato come tomba per l'imperatore Adriano e poi riadattato a fortezza papale, prigione e oggi a museo statale che ospita collezioni d'arte e di armi. 

La terrazza panoramica è il luogo in cui sono ambientate le scene finali della "Tosca" di Puccinie lucevan le stelle, stridea l'uscio dell'orto... 


Il "Passetto di Borgo" è un passaggio pedonale sopraelevato lungo circa 800 metri che collega Castel Sant'Angelo al Vaticano: nell'immagine sottostante si nota una sua parte in basso a sinistra. 


Fu edificato nel 1277 per permettere al papa di rifugiarsi nella Mole adrianea nel caso di invasioni da parte di forze militari ostili: Alessandro VI lo percorse nel 1494 per sfuggire alle truppe di Carlo VIII e Clemente VII fece altrettanto nel 1527 per mettersi al riparo dai Lanzichenecchi di Carlo V.


Dopo un abbraccio a San Pietro, con l'obelisco di Sisto V e il colonnato del Bernini, la passeggiata romana riprende lungo il Tevere, col "Cupolone" che si staglia sul cielo già tinto di giallo tramonto.


Vorrei cedere alla tentazione di chiudere il post con una foto in notturna di Fontana di Trevi: ma rinvio la pubblicazione e mi accontento di ritornare ancora a Castel Sant'Angelo, come lo avevo immortalato un paio d'anni fa, sotto la pioggia.

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