Fossili, guide nella profondità del tempo

Sin dalla comparsa della vita sulla Terra, data circa 3,6 - 3,8 miliardi di anni fa, è esistita una stretta connessione fra le trasformazioni del pianeta e l'evoluzione degli organismi viventi che hanno popolato i continenti. [1]

In alcuni momenti la vita è stata anche sul punto di scomparire, ma a queste fasi di cosiddette crisi biologiche ne sono seguite altre di esplosione evolutiva e diffusione di specie nuove. 

Grazie ai fossili, il paleontologo può ricostruire i capitoli più remoti della storia della vita sul nostro pianeta. [2] Semi, gusci, denti, ossa, ma anche indizi di azioni e spostamenti, come ad esempio le "piste" lasciate dal passaggio di molte specie di dinosauri, o i segni delle grandi estinzioni di massa fanno luce sui fragili equilibri che hanno caratterizzato la storia della Terra.

I fossili guida sono resti di organismi vissuti per un periodo di tempo molto breve ma presenti in tantissime parti del mondo, usati dai geologi per stabilire l'età delle rocce. [3] Per essere utile nella datazione, un fossile deve possedere tre caratteristiche fondamentali: 

  • Evoluzione rapida: la specie è vissuta per una durata di tempo limitata.
  • Ampia diffusione geografica: gli organismi vivevano in vaste aree del pianeta.
  • Grande abbondanza: i resti si trovano facilmente nei sedimenti rocciosi. 

I paleontologi associano ogni grande Era geologica (elencate a sinistra, nello schema sotto riportato) a organismi tipici (rappresentati a destra).

Era Arcaica: le Stromatoliti sono ritenuti essere i fossili più antichi ed offrono agli scienziati indizi cruciali su come si presentava la biosfera terrestre miliardi di anni fa.

Le stromatoliti sono strutture sedimentarie laminate bio-costruite, prodotte dall'attività di microrganismi fotosintetici, principalmente cianobatteri (un tempo chiamati alghe azzurre). Rappresentano una delle più antiche testimonianze di vita sulla Terra, con fossili risalenti a oltre 3,5 miliardi di anni fa. Quello nella foto, proveniente dal Marocco, risale a 1 miliardo e mezzo di anni fa.

Le stromatoliti non sono organismi singoli, ma il risultato di un processo ecologico che comprende più tappe:

  • Intrappolamento. I cianobatteri crescono formando una sorta di velo appiccicoso (tappeto microbico). Questo tappeto cattura i sedimenti fini portati dall'acqua.
  • Precipitazione. L'attività fotosintetica consuma anidride carbonica, cambiando il microambiente chimico e favorendo la precipitazione del carbonato di calcio.
  • Crescita a strati. I batteri crescono verso l'alto per cercare la luce, superando il sedimento e formando un nuovo strato. Questo ciclo continuo crea la tipica struttura laminata.
Attraverso la fotosintesi clorofilliana, i cianobatteri delle stromatoliti hanno prodotto ossigeno per miliardi di anni, trasformando l'atmosfera terrestre da anossica (priva di ossigeno) a respirabile, permettendo così l'evoluzione della vita complessa.

Era Paleozoica: i Trilobiti (invertebrati marini con il corpo diviso in tre lobi, come quello nella foto sotto) e i Graptoliti.

Era Mesozoica: le Ammoniti (molluschi marini con conchiglia a spirale, come quella sotto, da me fotografata sulle scale di uno studio medico mentre mi recavo a un controllo).


PS: ho fotografato un'ammonite anche sulle scale di un gradino di casa...

Era Cenozoica: i Foraminiferi (piccolissimi microfossili marini dal guscio calcareo) e i Nummuliti (foraminiferi di maggiori dimensioni vissuti nell'Eocene).


PER APPROFONDIRE

[1] R. Sardella, Storia della vita sulla Terra, Il mulino, 2009

[2] R. Sardella, Storie di mondi scomparsi. I fossili raccontano: qualcuno è stato qui, Il mulino, 2016

[3] R. M. Hazen, Breve storia della Terra, Feltrinelli, 2012

SITOGRAFIA

https://www.didalms.it/wordpress/2018/03/06/i-fossili-guida/

https://www.riotorsero.eu/index.php/2021/04/15/fossili-le-guide-geologiche-per-eccellenza/

https://it.wikipedia.org/wiki/Fossile_guida

https://libropiuweb.mondadorieducation.it/media/libropiu/contenuti/978887485458_maniotti_fiorito_navigazioni3_storia_geografia/0_archivio_volume/39_storia1.pdf

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