Sul Padon
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| Marmolada e Passo Fedaia visti dalla catena del Padon - foto di G. Pasqualin |
La Catena del Padon rappresenta una delle più grandi anomalie geologiche delle Dolomiti: a differenza dei massicci circostanti, non è fatta della classica roccia chiara (dolomia), ma è formata quasi interamente da rocce vulcaniche scure.
Questa particolarità cromatica e strutturale – con toni che variano dal grigio-marrone al nero profondo – salta subito all'occhio osservando la cresta dal vicino Passo Fedaia o dalla Marmolada.
Le rocce di questa catena raccontano un'epoca di violentissimi sconvolgimenti geologici avvenuti durante il periodo Ladinico (Triassico Medio), circa 230-240 milioni di anni fa.
In quel momento, l'area dolomitica si trovava in una zona di subduzione della crosta terrestre ed era scossa dall'attività di grandi complessi vulcanici (come quello di Predazzo e dei Monzoni).
La composizione chimica e fisica di questo gruppo montuoso comprende:
- Tufi, ceneri e lapilli consolidati: gran parte della catena si è formata per il deposito e la successiva cementazione di frammenti ed emissioni vulcaniche esplose all'interno dell'antico mare tropicale (Tetide).
- Basalti e melafiri: rocce magmatiche effusive derivate dal rapido raffreddamento di colate laviche fluide.
- Brecce e conglomerati vulcanici: rocce detritiche nate dall'accumulo di frammenti vulcanici grossolani cementati insieme.
A causa della diversa resistenza degli elementi all'erosione rispetto alla dolomia, il Padon mostra creste affilate e ripidissimi pendii erbosi che contrastano con le pareti verticali e nude dei massicci vicini (come il Gruppo del Sella).
Per gli escursionisti e gli alpinisti che frequentano la celebre Via ferrata delle Trincee o l'Alta Via delle Creste, questa roccia vulcanica scura offre un'ottima aderenza per gli scarponi, ma si presenta morfologicamente molto diversa e decisamente più frammentata e scura rispetto ai classici percorsi dolomitici.
Tutta la zona è inoltre valorizzata dal rinomato Sentiero Geologico di Arabba, che permette di studiare da vicino queste sezioni magmatiche uniche.
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| Passo Pordoi |




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