Sodalite e hackmanite: qualche annotazione
Vi invito a prendere visione di questo short, realizzato da Elia, un raro quanto bravo divulgatore nel campo della mineralogia.
Egli mostra la yooperlite, una roccia magmatica intrusiva appartenente alla famiglia delle sieniti, ricca in sodalite, dal colore grigio. Tuttavia, se illuminata con raggi UV, essa emette un forte bagliore arancione, giallo o rosso.
Il fenomeno è dovuto proprio alla presenza della sodalite, un minerale tectosilicato appartenente al gruppo dei feldspatoidi, noto soprattutto per le sue intense tonalità di blu reale e blu-azzurro.
Spesso confusa a prima vista con il lapislazzuli, la sodalite si distingue da quest'ultimo per la rarità (o totale assenza) di inclusioni dorate di pirite, presentando invece tipiche venature o macchie bianche di calcite.
La formula chimica della sodalite è Na₈(Al₆Si₆O₂₄)Cl₂. Il suo nome deriva proprio dall'alto contenuto di sodio presente nella sua struttura cristallina.
Sebbene i rari cristalli singoli possano essere trasparenti, la sodalite si trova comunemente in masse opache utilizzate come pietra ornamentale. Ha una durezza di 5.5 - 6 sulla scala di Mohs, il che la rende abbastanza resistente ma comunque facile da intagliare e lavorare per scopi decorativi.
Oltre al classico blu reale, esistono varietà grigie, gialle, verdi o rosa - come la hackmanite, una varietà che cambia colore se esposta alla luce del sole.
L'hackmanite è una rara varietà di sodalite ricca di zolfo, celebre nel mondo della mineralogia e del collezionismo per la sua straordinaria capacità di cambiare colore in modo reversibile quando viene esposta alla luce del sole o ai raggi ultravioletti.
Questo affascinante fenomeno ottico prende il nome di tenebrescenza (o fotocromismo reversibile). A differenza del classico "cambio di colore" di alcune gemme (che dipende solo dal tipo di illuminazione artificiale o naturale), l'hackmanite subisce una vera e propria modifica chimico-fisica temporanea nella sua struttura cristallina.
Molti esemplari estratti (ad esempio in Canada o Groenlandia) si presentano inizialmente di un colore rosa intenso o viola, ma sbiadiscono rapidamente fino a diventare bianchi o grigiastri se esposti alla luce del sole. Al contrario, i campioni provenienti dall'Afghanistan o dalla Birmania compiono il percorso inverso: nascono bianco-crema e, sotto i raggi UV o solari, mutano in un profondo viola o rosa intenso.
Una volta riposta al buio per alcune ore (o giorni), o se esposta a specifiche frequenze di luce, la pietra ritorna autonomamente alla sua colorazione iniziale. Questo processo è ripetibile all'infinito.
Il fenomeno è dovuto alla presenza di atomi di zolfo intrappolati all'interno della struttura del minerale, i quali determinano dei "centri di colore" (F-centers) che trattengono temporaneamente gli elettroni eccitati dalle radiazioni UV.
La tenebrescenza è estremamente sensibile al calore; se la pietra viene scaldata eccessivamente (ad esempio con la torcia di un saldatore durante l'incastonatura in gioielleria), questa proprietà viene distrutta permanentemente.
Oltre a cambiare colore, se l'hackmanite viene illuminata al buio con una lampada UV a onda lunga (LW), reagisce emettendo una vivida e spettacolare fluorescenza arancione-gialla simile a fuoco acceso.
Come la sodalite, anche l'hackmanite ha un valore compreso tra 5.5 e 6 sulla scala Mohs. Questa durezza moderata e la sua scarsa tenacità la rendono tuttavia una pietra piuttosto delicata, motivo per cui viene tagliata prevalentemente a cabochon o mantenuta allo stato grezzo come pezzo da collezione, trovando un uso limitato nella gioielleria quotidiana.
Il minerale fu scoperto originariamente in Groenlandia nel 1896 e deve il suo nome al geologo finlandese Victor Axel Hackman. I principali giacimenti di qualità gemma si trovano in Afghanistan (da dove proviene l'esemplare fotografato), Canada (Mont Saint-Hilaire), Groenlandia, Myanmar e Russia.
Oltre all'alto valore collezionistico, l'hackmanite è attivamente studiata dalla scienza dei materiali. Poiché il suo viraggio di colore dipende dall'intensità dei raggi solari, i ricercatori stanno sviluppando materiali sintetici basati sulla sua struttura per dare vita a rilevatori intelligenti e indossabili di radiazioni UV (come ad esempio speciali braccialetti dosimetrici per monitorare l'esposizione al sole) o a pellicole fotografiche innovative.


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