Svezia, ferro e terre rare

In questi giorni ho ricevuto costantemente aggiornamenti intorno ad un viaggio Interrail nel Nord Europa compiuto da DB (... Deutsche Bahn?), un mio caro, vecchio ed avventuroso ex alunno: partito da Oslo, ha raggiunto il porto di Narvik per recarsi alle isole Lofoten (sulle orme di Pietro Querini alla scoperta del baccalà?), rientrare e passare in Svezia per proseguire in Finlandia, a bordo di treni panoramici. 

Arrivando nella capitale finlandese, il nostro giovane viaggiatore ha pure goduto di un'aurora boreale con la sua sfumatura verde sopra le gialle luci artificiali della città portuale, il tutto sovrastato dal profilo dell'Orsa maggiore - che nel seguente video purtroppo non si vede ma si intuisce bene in altre fotografie.

Passando per la Svezia, egli si è invece fermato a Kiruna, storica città mineraria. La miniera di Kiruna, situata nella Lapponia svedese, oltre il Circolo Polare Artico (rappresentato sulla cartina come una linea tratteggiata a un centimetro dal bordo inferiore), è la più grande e moderna miniera di ferro sotterranea del mondo. 

Di proprietà della compagnia statale svedese Luossavaara-Kiirunavaara AB (LKAB), questa mastodontica operazione industriale è celebre a livello globale non solo per la sua incredibile produttività, ma anche perché la sua espansione sta letteralmente costringendo l'intera città di Kiruna a traslocare. 

Poiché lo scavo sotterraneo segue l'inclinazione del giacimento di ferro che si estende proprio sotto il vecchio centro abitato, il terreno in superficie ha iniziato a subire deformazioni e crepe profonde. Per evitare il rischio di crolli generalizzati, nel 2004 è stato approvato un piano colossale: spostare l'intera città di Kiruna circa 3 km più a est. 

Il progetto, finanziato dalla stessa LKAB per oltre 3 miliardi di euro, prevede la demolizione e la ricostruzione ex novo di migliaia di abitazioni, scuole e uffici. Alcuni edifici storici di inestimabile valore, come la celebre Chiesa d'infisso in legno rosso (del peso di 600 tonnellate), sono stati sollevati interi e trasportati su enormi piattaforme mobili su ruote nel corso del 2025. 

Il giacimento consiste in blocco unico di magnetite lungo 4 km, largo dagli 80 ai 120 metri e che sprofonda nella terra fino a 2 km di profondità. Il minerale estratto ha una purezza straordinaria, con un tenore in ferro superiore al 60-70%. Sono estratti mediamente circa 26-27 milioni di tonnellate di minerale di ferro all'anno. I livelli di estrazione principali superano i 1.000 metri sotto la superficie, spingendosi fino a 1.365 metri di profondità. 

L'infrastruttura sotterranea comprende oltre 500 km di strade asfaltate sotterranee, treni automatizzati senza conducente e sistemi robotici controllati da sale operative in superficie. 

La miniera è al centro del progetto sperimentale HYBRIT, che mira a sostituire il carbone fossile con l'idrogeno pulito nel processo di lavorazione del ferro. L'obiettivo finale è produrre acciaio completamente privo di emissioni di carbonio.

La riduzione del ferro tramite idrogeno è un processo chimico in cui l'idrogeno agisce da agente riducente sugli ossidi di ferro per produrre ferro metallico e vapore acqueo. Questa tecnologia innovativa (nota come DRI - Direct Reduced Iron) azzera le emissioni di anidride carbonica rispetto al carbone.

Il processo avviene a temperature più basse rispetto a quelle raggiunte in un altoforno tradizionale: sono comprese tra 800°C e 1000°C, mentre nella "sacca" di un altoforno si raggiungono i 1800°C.

Si elimina soprattutto l'uso del coke, ottenuto per distillazione distruttiva del litantrace, un carbone fossile, sostituendolo con idrogeno - preferibilmente green, preparato quindi per elettrolisi dell'acqua sostenuta con energia elettrica da fonti rinnovabili. Il ferro spugnoso (sotto, in fotografia) che si ricava dal DRI è fuso direttamente nei forni ad arco elettrico per ottenere l'acciaio

Nei pressi dell'area di Kiruna, la LKAB ha identificato il più grande giacimento noto di elementi delle terre rare in Europa (oltre un milione di tonnellate di ossidi). Questi metalli sono considerati strategici per la produzione di motori elettrici e di turbine eoliche nell'Unione Europea. 

Il minerale estratto viene caricato su treni merci dedicati e trasportato lungo la storica linea ferroviaria trans-scandinava fino al porto di Narvik, in Norvegia (rimanendo libero dai ghiacci tutto l'anno), da dove viene spedito in tutto il mondo. 

Un futuro libero dalle fonti fossili comincia in miniera...

È possibile esplorare l'interno della miniera tramite i tour guidati ufficiali organizzati da LKAB's Visitor Centre. Gli autobus partono dal centro turistico cittadino ed entrano direttamente dentro la montagna lungo le rampe sotterranee. La visita guidata si svolge in totale sicurezza all'interno di una galleria-museo permanente allestita a ben 540 metri di profondità, come indicato nella foto sotto.

Seguiamo ora il nostro giovane esploratore mentre passeggia tra il materiale esposto: e quel tale che vedrete nella caricatura non sono io, chiaramente, ma Carl Auer von Welsbach (1858-1929), il chimico austriaco che contribuì agli studi sulle terre rare (separò praseodimio e neodimio) e soprattutto migliorò le condizioni di lavoro dei minatori, inventando il mantello incandescente a base di cerio e di torio che incrementa la luminosità delle lampade da miniera.


Bene, dopo questo credo sia giunta l'ora (segnata dal G-Shock su paesaggio autunnale svedese) di pensare ad una "fika", come ha fatto Filippo di Overland in una qualche puntata del suo programma (nella foto sotto): ovviamente si tratta di una pausa ricreativa, seduto al tavolino di un bar, con un caffè e una fetta di torta. Fika: a che cosa avevate pensato? 


(Credits photo & video: Daniel Barp) 
   

... to be continued!

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