Enrosadira: qualche annotazione

Antelao (da San Vito di Cadore), 2 luglio 2026, enrosadira sulla cima, foto A. Marchioni

L'enrosadira è il celebre fenomeno naturale che fa tingere le pareti rocciose delle Dolomiti di sfumature rosa, rosso acceso, arancio e viola durante l'alba e il tramonto. Il termine deriva dalla lingua ladina enrosadìra e significa letteralmente "diventare di colore rosa" o "arrossire". Si osserva sulle pareti delle montagne rivolte a est (alba) o a ovest (tramonto).

Il fenomeno è causato dalla particolare composizione della dolomia, una roccia composta da dolomite, un minerale formato da un carbonato doppio di calcio e magnesio. Quando il sole è basso all'orizzonte, la luce attraversa uno strato più spesso di atmosfera, disperdendo le componenti a onda corta (come il blu) e facendo interagire i toni caldi e rossastri con la superficie della roccia. 

L'enrosadira non è uguale dovunque e l'effetto muta di stagione in stagione. In inverno, l'aria è più secca, limpida e tersa, regalando colori più saturi, accesi e spettacolari. In primavera e in estate il fenomeno resta visibile, ma la maggiore umidità, la foschia o i frequenti temporali pomeridiani possono attenuare l'intensità dei colori. In autunno allo spettacolo sulle pareti rocciose si unisce anche il tono dorato del foliage dei larici.

Schiara, 17 novembre 2023, ore 7:40, foto M. Capponi (con smartphone)

La tradizione ladina spiegava il fenomeno raccontando la leggenda del re dei nani, Laurino, e del suo meraviglioso giardino di rose sul Catinaccio (in tedesco, Rosengarten) tramutato in pietra per un sortilegio.  

"Laurino, il re dei nani lanciò una maledizione sul suo giardino: ordinò che le sue splendide rose non potessero mai più essere viste da occhio umano, né di giorno né di notte. Re Laurino, tuttavia, dimenticò di menzionare il crepuscolo e l'aurora. Ed è proprio in quei brevi istanti tra il dì e la notte e tra la notte e il dì che la maledizione si spezza e il giardino di rose fiorisce di nuovo, proiettando il rosso dei petali sulle pareti delle Dolomiti."


Per concludere, ecco una serie di scatti originali (miei) di un tramonto dal Passo Giau, risalenti ad agosto 2017. Al secondo 21, osservate l'enrosadira sui Lastoi de Formin.


Per approfondire:

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