Alfred Wegener: qualche annotazione
Apro il presente post con un breve video sulla perturbazione che qualche giorno fa ha colpito anche il Bellunese e Longarone in particolare. All'inizio potete ammirare come essa appariva da casa mia, a una decina di chilometri di distanza: nello scatto finale, di Alice Tosetto, vedete il disastro in loco.
La meteorologia è la scienza alla quale Alfred Wegener (1880-1930) ha dedicato un'intera vita di lavoro, anche se poi è divenuto celebre e oggi si studia per la Teoria della deriva dei continenti. Ne racconta la genesi egli stesso:
La teoria fu impostata da Wegener già nel 1912: essa ipotizzava che tutte le terre emerse fossero un tempo riunite in un unico supercontinente, chiamato Pangea, circondato da un grande oceano, detto Panthalassa.
- Corrispondenza delle coste: le coste dell'Africa e del Sud America combaciavano come i pezzi di un puzzle.
- Prove paleontologiche: ritrovamenti di fossili identici (come il rettile Mesosaurus o la felce Glossopteris) in continenti oggi separati da oceani immensi.
- Corrispondenza geologica: Rocce della stessa età e composizione si trovavano in aree distanti, come le catene montuose tra Europa e Nord America.
Hans Cloos, oppositore di Wegener, riassume la teoria in poche parole: «ha liberato i continenti trasformandoli in iceberg di gneiss su di un mare di basalto. Li ha lasciati galleggiare e andare alla deriva, rompersi e unire. Dove si rompono rimangono crepe, rift, trincee; dove si scontrano, appaiono le montagne».
Nel novembre 1926, durante un celebre simposio dell'American Association of Petroleum Geologists a New York, Wegener presentò in modo compiuto la sua rivoluzionaria Teoria. Nonostante l'abbondanza di prove geologiche e paleontologiche, la comunità scientifica respinse le sue idee perché non riusciva a spiegare come i continenti si muovessero.
Wegener ipotizzò erroneamente che fossero le forze mareali e la rotazione terrestre a spingere le masse continentali, un'idea che venne facilmente smentita dai geofisici dell'epoca. La spiegazione corretta arrivò solo negli Anni '60, con la scoperta dell'espansione dei fondali oceanici e della tettonica a placche.
Riassumendo le idee salienti in un tentativo di mappa concettuale, propongo quanto segue:
NOTA
Il testo integrale dell'intervista rilasciata dal professor Bosellini a Mariano Zen è reperibile ai seguenti link:





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