Quali aggiornamenti dal Medioriente?

Gli aggiornamenti dal Medioriente sono costantemente presenti nei telegiornali: si tratta sempre di notizie drammatiche da scenari di guerra, concernenti bombardamenti, raid, attentati, scontri a fuoco e masse di persone che lasciano alle spalle le macerie delle loro case per cercare rifugio e trovare condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie e nulla con cui sfamarsi.


Osserviamo nell'immagine soprastante la carta tematica a sinistra: le macchie nere rappresentano i più importanti giacimenti di petrolio, mentre le R rosse corrispondono ai siti in cui sono impiantate le raffinerie: non a caso sul mio vecchio sussidiario di quinta elementare (quando ancora la geografia si studiava in modo tradizionale e fruttuoso), il paragrafo dedicato al Medioriente era intitolato "i paesi del petrolio".

Balza all'occhio la presenza di grandi giacimenti attorno al Mar Caspio, in Kazakistan, Turkmenistan e Azerbaijan - con la sua capitale Baku, oggi forse il maggior centro petrolifero mondiale. 

Si notano anche importanti giacimenti nella Siria interna e nel Curdistan iracheno; tuttavia è nella parte sud-occidentale dell'Iran che le macchie nere si concentrano. 

Consideriamo allora la carta tematica a destra, che mostra i suoli iraniani e sovrapponiamola a quella dei giacimenti petroliferi: osserviamo che essi si concentrano nella Zagros Fold Belt, la cintura di pieghe e sovrascorrimenti dei monti Zagros. Si tratta di una zona di rocce crostali deformata e lunga all'incirca 1800 km, associata alla collisione tra la placca araba e la placca euroasiatica.

Si stima che la zona di piegature e sovrascorrimenti degli Zagros contenga il 49% delle riserve mondiali di idrocarburi contenuti in zone di piegatura e sovrascorrimento, e circa il 7% del totale delle riserve mondiali

La provincia degli Zagros include il giacimento di Asmari, derivante da uno strato di calcare risalente all'Oligocene-Miocene piegatosi poi a formare una trappola strutturale anticlinalica durante l'orogenesi dei monti Zagros. [1]

Vista poi l'attualità e la fame di nuovi materiali come il litio, il cobalto e le terre rare, mi sono chiesto (da ignorante) se l'interesse geopolitico per quella zona non fosse animato anche da interessi di altro tipo - oltre a quelli per l'oro nero e i suoi derivati.

Consideriamo ancora la carta tematica a destra, che mostra i suoli iraniani e notiamo la diagonale di colore rosso, che rappresenta le rocce di origine vulcanica: leggiamo ora l'abstract di un articolo di Aida Mohebbi, Seyedeh Narges Sadati e Seyedeh Roghayeh Mousavi che hanno studiato la presenza di elementi delle terre rare in una porzione di quella diagonale, denominato asse Ardestan - Arak, evidenziato con un riquadro nero nella carta tematica sottostante, tratta dall'articolo.

Rare earth element signatures of barren magmatic rocks in Ardestan-Arak axis in UDMA, Iran | Arabian Journal of Geosciences | Springer Nature Link [2]

L'asse Ardestan-Arak è situato nella fascia magmatica di Urmia-Dokhtar e nella zona di Sanandaj-Sirjan. 

Il magmatismo esposto nella fascia magmatica di Urmia-Dokhtar nell'area di studio include spesso rocce plutoniche (granodiorite, granito e gabbro con composizione calco-alcalina) e vulcaniche (riolite, dacite, trachidacite, andesite e basalto con tessitura porfirica). 

L'analisi geochimica mostra che il magma primario presenta caratteristiche del magmatismo di tipo I, prodotto nell'arco vulcanico. Tutti i campioni di roccia vulcanica raccolti presentano valori di SiO2 compresi tra il 50 e il 77% in peso e sono metalluminosi. 

I diagrammi a ragno degli elementi in traccia normalizzati NMORB e i pattern delle terre rare normalizzati condriti mostrano anomalie negative di Nb, Ta e Ti, arricchimento di elementi litofili a grandi ioni (LILE) ed elementi delle terre rare leggere (LREE) rispetto agli elementi ad alta intensità di campo (HFSE), caratteristiche della composizione calco-alcalina delle rocce nella zona di subduzione. 

Le rocce plutoniche e vulcaniche nell'asse Ardestan-Arak presentano un pattern leggermente arricchito di LREE con una variazione di (La/Yb)n rispettivamente di 2,36–10,92 e 2,7–7,7, il che supporta una natura di subduzione per la maggior parte dei campioni. 

Inoltre, il basso rapporto Sr/Y nelle rocce magmatiche (con valori tipici del rapporto Sr/Y inferiori a 30) è simile a quello delle rocce ignee non adakitiche e di tipo sterile nella zona di subduzione dell'arco magmatico di Urmia-Dokhtar. 

Inoltre, i risultati geochimici delle rocce plutoniche nell'area di studio mostrano un'anomalia Eu/Eu* da lievemente negativa a leggermente positiva, variabile da 0,9 a 1,2, simile a quella dei magmi improduttivi. D'altra parte, il tenore medio di rame nelle rocce plutoniche e vulcaniche lungo l'asse Ardestan-Arak è rispettivamente di 32 e 29 ppm. 

Un'altra evidenza relativa ai magmi di tipo sterile nell'asse Ardestan-Arak è l'arricchimento in Cs, Rb, Ba, Th, U, Nb, K e Pb e la deplezione in Zr, Ti e P nel diagramma normalizzato NMORB. 

Questi valori simili indicano anche una fonte simile per le rocce plutoniche e vulcaniche lungo l'asse Ardestan-Arak o mostrano i processi di arricchimento del mantello prima della fusione. Pertanto, si potrebbe concludere che il magmatismo nell'area di studio non fosse favorevole alla formazione di mineralizzazione porfirica di rame.

(foto gentilmente fornita da Carla De Poli Casoni)

La zona studiata si trova non lontano dalla grande città di Esfahan, ove un tempo insegnò Avicenna, medico e filosofo, e dove oggi vivono quasi tre milioni di persone.

Nell'immensa piazza Naqsh-e Jahan sorge la seicentesca moschea dell'Imam (o dello Scià), contraddistinta dai mosaici e dai caratteri calligrafici che ricoprono la cupola e i minareti. 

Il palazzo Ali Qapu, costruito per lo scià Abbas e completato verso la fine del XVI secolo, include la Sala della Musica e un porticato che si affaccia sulle fontane della piazza. La moschea dello sceicco Lotfollah è celebre per le piastrelle elaborate.

La provincia di Esfahan vanta la più importante tradizione artigianale dell'Iran, la quale è incentrata soprattutto sulla produzione di tappeti fatti a mano (nella foto sotto, il dettaglio di una decorazione), tessuti ricamati con filamenti d'oro, disegni e calligrafie stampati su cotone e pelle, oggetti in rame smaltati a mano, oggetti intarsiati in maniera tradizionale, argenteria lavorata a mano, cosmetica artigianale, maioliche e ceramiche.

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