La musica di Quintiliano

La seconda prova di maturità per gli studenti del Liceo Classico era incentrata su una versione di latino tratta dal primo libro della Institutio oratoria di Quintiliano (30-95), un brano dedicato al valore della musica, sia esso sapienziale, emozionale e anche marziale

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Eppure, non vi è dubbio che uomini illustri per sapienza furono appassionati di musica: tant'è vero che Pitagora e i suoi seguaci divulgarono l'opinione, certamente loro tràdita da filosofi precedenti, che il mondo ha la stessa struttura che poi la lira avrebbe imitato; e non contenti di quella “concordia di dissonanze”, da loro detta harmonia, attribuirono a questi movimenti anche il suono.

E in effetti Platone, in vari scritti, ma soprattutto nel Timeo, può essere capito soltanto da chi ha ben appreso anche questa parte del sapere. Mi riferisco ai filosofi, la cui fonte di ispirazione, Socrate stesso, non si vergognava di imparare a suonare la lira, anche se ormai anziano: si racconta che grandissimi condottieri suonavano la cetra e il flauto, e che gli eserciti spartani erano esaltati dal ritmo della musica. 

E a cos’altro servono corni e trombe nelle nostre legioni? Quanto più forte è il loro suono, tanto più la superiorità in guerra dei Romani li rende famosi tra tutti. Dunque giustamente Platone ritenne che la musica fosse indispensabile all’uomo di stato, che lui chiama politico. 

E i maestri di quella scuola, che qualcuno considera la più rigida, altri la più austera, furono del parere che alcuni saggi avrebbero dovuto dedicare una certa attenzione a questi studi; anche Licurgo, promotore delle leggi più severe di Sparta, approvò l’insegnamento della musica. 

La stessa natura, poi, sembra averci dato la musica come un dono, per renderci più facilmente sopportabili le fatiche, se è vero che il canto sprona anche i rematori. E non solamente là dove lo sforzo collettivo viene compiuto ritmicamente con una lieta canzone intonata da qualcuno, ma anche nel lavoro compiuto da soli, qualsiasi motivo, anche se popolare, suole alleviare la fatica.

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Per una strana associazione, l'immagine degli eserciti esaltati dal ritmo della musica suscita in me la voglia di ascoltare la Sinfonia "militare" di Franz Joseph Haydn (1832-1809), così chiamata perché nel secondo e nel quarto movimento l'uso di strumenti "bandistici" conferisce una connotazione particolare. 

E poi: inventio, dispositio, elocutio, memoria et actio non sono solo i pilastri dell'oratoria, ma anche della composizione musicale, nell'atto in cui il musicista ricerca i temi sui quali costruire il brano, li dispone secondo le regole dell'arte, ne cura lo stile fino a definire la composizione, la impara e la esegue per deliziare il suo ascoltatore.


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