Fiori di fine giugno...

Già è finito giugno, che ha portato il caldo, mitigato da qualche temporale, e splendide fioriture in giardino e sui balconi. Qualcuno è impegnato con gli esami, qualcun altro li ha già finiti e pensa al prosieguo, ma la scuola non è finita: solo la frequenza alle lezioni curricolari lo è. Per qualcuno continua con i corsi di recupero.

Io intanto continuo ad ammirare i fiori, come questi Delphinium, appartenenti ad un genere di piante della famiglia delle Ranunculaceae, diffuso in tutti i continenti ad eccezione di America meridionale e Oceania. Conta circa cinquecento specie erbacee tra annuali, biennali e perenni, alte da cinquanta centimetri a oltre due metri a seconda della specie. [1]

Esse sono classificate tra i fiori da giardino più pericolosi per l'uomo e gli animali domestici. La linfa e i semi sono altamente tossici se ingeriti o a contatto con la pelle. 

In queste splendide piante è infatti presente un alcaloide diterpenoide neurotossico, la delfinina. Questa molecola agisce come un bloccante neuromuscolare, con effetti tossici simili a quelli dell'aconitina, in quanto interferisce direttamente sui canali del sodio voltaggio-dipendenti, causando problemi cardiaci (aritmie), abbassamento della pressione e paralisi respiratoria. 

Per restare tra i fiori belli ma letali, ammiriamo anche la fioritura della Digitalis purpurea, sulla quale mi sono soffermato ampiamente nel vecchio blog - non cercatelo, non esiste più - e di cui ho parlato anche in Incoscienze Naturali (ed. La Bussola, Roma, 2023). [2]


Non ritorno su quanto scrissi a proposito del dottor Whitering, della digossina e della digitossina, o dei versi che Pascoli dedicò a questa "spiga di fiori, anzi di dita / spruzzolate di sangue". 

Aggiungo solo che probabilmente potrebbe essere la pianta che Vincent Van Gogh (1853-1890) mette in primo piano nel "Ritratto del dottor Gachet", uno degli ultimi quadri dipinti dall'artista prima della sua tragica fine.


Qualche critico individua nel fiore il solo elemento di speranza in questo ritratto severo dalle tonalità fredde: per le sue virtù curative, esso assicura un po'di conforto e di serenità. [3]

Tra l'erba alta odo un miagolio nervoso: i due gatti di casa sono prossimi a litigare tra loro. Mi improvviso documentarista e catturo la zuffa con lo smartphone, che non sarà entusiasmante come la lotta tra due leoni per la supremazia del branco. Con la certezza che non avrò modo di andare a breve a fare un safari fotografico in Kenya, mi devo allora accontentare, chiedendo al navigatore di condividere il mio medesimo sacrificio.


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