Malaria: un paio di letture recenti


Il video di apertura, pubblicato su youtube nel canale dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) presenta un dialogo impossibile tra due malariologi, in Italia e in Africa, a cent'anni di distanza. 

E' un colloquio tra il malariologo italiano "storico" Giovan Battista Grassi (1854-1925), interpretato da un ricercatore ISS, nello studio di Grassi (presso il Museo di anatomia comparata dell'università La Sapienza) e un ricercatore contemporaneo in Africa, Umberto D’Alessandro, direttore dell’Unità Gambia per il Medical Research Council, UK. 

Il misterioso viaggio nel tempo avviene varcando la porta del Museo dell’ISS. Il confronto tra i due ricercatori, in Italia nel Novecento e in Africa oggi, consente di incuriosire il pubblico su problematiche ancora attuali in Africa e da noi risolte nel secolo scorso, evidenziando il ruolo e l’impegno dei ricercatori di ieri e di oggi su un grande problema di sanità pubblica.

La vita e gli studi di Grassi si leggono agevolmente in rete, tra wikipedia e un sito dedicato a Fiumicino, la località presso la foce del Tevere dove lo studioso ha abitato ed è sepolto.

Al medico e zoologo lombardo, laureato presso l'università di Pavia e poi professore a Catania e a Roma, ha dedicato un'ampia e documentata biografia il professor Paolo Mazzarello, professore ordinario di storia della medicina e autore di Malaria (Neri Pozza, 2025)

Dalla quarta di copertina: 

"La pestilenza dominava su ampie porzioni del globo. Nel corso dell’Ottocento oltre metà della popolazione mondiale era a rischio di contrarla e, probabilmente, una persona su dieci periva a causa del morbo. 

In Italia la malaria era quasi una “malattia nazionale” perché colpiva estese zone della penisola. Scoprire l’origine del contagio significava assicurare l’immortalità scientifica al proprio nome."


La storia della malaria in Italia (Carocci editore, 2022) è stata approfondita dal professor Gilberto Corbellini, ordinario di bioetica e di storia della medicina presso l'università La Sapienza

Questa patologia, in Italia è stata una presenza stabile dal II secolo a.C. e, salvo i casi importati (come quello emblematico del celebre ciclista Fausto Coppi, morto il 2 gennaio 1960 dopo aver contratto la malaria durante una battuta di caccia in Alto Volta), ha smesso di uccidere solo dagli anni Cinquanta, tanto che nel 1970 l'Organizzazione mondiale della sanità dichiarò essere il paese libero dalla malaria. 

Nel 1902 il premio Nobel per la Medicina fu assegnato al medico britannico Ronald Ross (1857-1932) "per il suo lavoro sulla malaria". Ma, sulla sola base dei suoi studi, nessuna profilassi contro la malattia sarebbe stata realizzabile. 

Il riconoscimento escludeva Grassi che aveva identificato la zanzara del genere Anopheles responsabile del contagio, descrivendo lo sviluppo del parassita nell’insetto e la sua trasmissione all’uomo. 

Grazie alle proprie ricerche, lo studioso italiano fu il primo a organizzare una profilassi antimalarica scientificamente fondata. Per quale ragione Grassi venne escluso dal Nobel che avrebbe dovuto condividere con Ross? 

Basandosi sugli studi storici più recenti e sulla documentazione esistente, il lavoro di Mazzarello racconta l’incredibile congiura ordita contro Grassi, guidata dallo stesso Ross e dal microbiologo tedesco Robert Koch, della quale fecero inconsapevolmente parte alcuni colleghi italiani. 

Proprio nelle cruciali settimane in cui si sarebbe decisa l’assegnazione del premio, infatti, non lo appoggiarono o addirittura lo accusarono di plagio. Alla base dell’accanimento dei colleghi vi furono diverse ragioni, non ultimo il carattere alquanto irruento del medico, che gli creò nemici potenti. 

Come in un thriller scientifico, fra colpi bassi, spie di laboratorio e pericolosi esperimenti, questo libro descrive la vita singolare e straordinaria di Giovanni Battista Grassi a cento anni dalla scomparsa, un genio naturalista allo stato puro, premiato nel 1896 con la Darwin Medal della Royal Society di Londra, il massimo riconoscimento dell’epoca per chi si fosse distinto negli studi biologici. Ma al quale, per una congiura scientifica, venne negato il Nobel.

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