Ghiandole e ormoni: qualche annotazione

L'Apollo del Belvedere, noto anche come Apollo Pitico, è una celebre statua marmorea risalente al periodo post-ellenistico, dopo la conquista romana della Grecia antica. Conservata nei Musei Vaticani, è tutt'oggi considerata, per l'armonia delle proporzioni, una delle più belle opere di tutta l'antichità, espressione del concetto di "bello ideale".

Tempo fa, ritrovai il profilo della statua da me disegnato per un'esercitazione scolastica, da infelice scolaretto di liceo, e decisi di riciclare quel pastrocchio per schematizzare, ad esclusivo fine didattico, la disposizione delle ghiandole endocrine nel corpo umano.


Per introdurre l'argomento, richiamo alcune idee, precisando innanzitutto la nozione di costanza dell'ambiente interno: per farlo lascio la parola a Claude Bernard (1813-1878), il fisiologo francese - padre della medicina sperimentale.

La scoperta degli ormoni ha rivoluzionato la biologia e la medicina ed è stata possibile grazie ai progressi nei campi della chimica analitica e della scienza delle separazioni. Alcune tappe fondamentali comprendono i seguenti momenti:

  • 1889. Charles-Edouard Brown-Séquard (1817-1894) sperimenta su se stesso gli effetti di iniezioni a base di estratti testicolari animali. Sebbene i risultati fossero dovuti principalmente all'effetto placebo, aprì la strada all'endocrinologia. La storia di questo scienziato è ben raccontata da Silvia Bencivelli in "Tre colpi di genio e una pessima idea" (ed. Bollati Boringhieri).
  • 1901. Il chimico giapponese Jokichi Takamine (1854-1922) isola l'adrenalina, il primo ormone strutturalmente definito.
  • 1902. William Bayliss ed Ernest Starling scoprono la secretina, un messaggero intestinale che stimola il pancreas, dimostrando per la prima volta la comunicazione chimica tra organi distanti. 
  • 1905. Starling introduce il termine ormone, dal greco hormào (= "io stimolo, eccito"), per indicare i messaggeri chimici che viaggiano nel sangue.
  • 1909. Il chimico Edward Calvin Kendall (1886-1972) scopre la tiroxina, l'ormone prodotto dalla tiroide. Trent'anni più tardi, lavorando sulle ghiandole surrenali, isolerà il cortisolo.
  • 1922. Frederick Banting e Charles Best isolano l'insulina, salvando milioni di vite dal diabete, come si è già detto QUI.
  • 1930s. Il medico britannico Walter Langdon Brown (1870-1946) per illustrare il ruolo dell'ipofisi all'interno del sistema endocrino introduce il paragone del direttore d'orchestra che dà ritmo ed attacchi alle altre ghiandole.
  • Secondo Dopoguerra. Lo scienziato Roger Guillemin (1924-2024) vince il Premio Nobel nel 1977 per aver scoperto come l'ipotalamo controlla l'ipofisi tramite ormoni peptidici, aprendo la strada alle moderne terapie per le disfunzioni endocrine. 
Ritornando al paragone di Langdon Brown, sarebbe meglio dire allora che l'ipotalamo è il vero direttore d'orchestra, mentre all'ipofisi tocca il ruolo di primo violino.

L'ipotalamo è una piccola ma fondamentale struttura del sistema nervoso centrale situata alla base del cervello, sotto il talamo. Funge da centro di controllo dell'omeostasi, collegando direttamente il sistema nervoso a quello endocrino tramite l'ipofisi.


La trattazione dell'attività di ciascuna ghiandola è ben esposta in un qualsivoglia manuale di scienze naturali. La seguente pagina riassuntiva dell'argomento è tratta invece da "Fisiologia del corpo umano" di J. Robert Mc Clintic (ed. Zanichelli). Le annotazioni sono mie.


Infine, eccovi l'Apollo Pitico tramutato in Endocrino del Belvedere: i segni tracciati con i pennarelli vorrebbero evidenziare le relazioni tra le varie ghiandole e gli ormoni prodotti.


Peccato che per questioni di tempo non sempre si riesca a proporre e a sviluppare compiutamente l'argomento. La fine della scuola si avvicina per tutti e con essa anche la necessità di andare in vacanza.

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