Sanremo: qualche scatto...
Sanremo, meta recente di un breve soggiorno per lavoro. Qualche appunto su di un taccuino, completo dello schizzo di un profilo geografico della Liguria. "Ma esiste maps" - ribatterà qualcuno. Poco importa. Io sono all'antica e devo preparare il mio viaggio con carta e penna, come si faceva una volta.
Ecco il Mar Ligure, con una piccola spiaggia nascosta dalla vegetazione sulla destra dell'immagine, mentre a sinistra si intravede un molo.
La pianta in primo piano, nella foto, sembra essere un pittosporo (Pittosporum tobira), una pianta sempreverde, dal portamento arbustivo o di piccolo alberello, originaria dell'Asia orientale. In Italia è comunemente coltivato, da lungo tempo, come essenza ornamentale; cresce anche naturalizzato in molte regioni a clima mediterraneo.
Questo sugli scogli sembra essere invece finocchio marino, una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle ombrellifere, originaria delle regioni europee mediterranee.
Passeggiando lungo il mare, intravedo la Chiesa Russa, costruita per il culto dei molti nobili che dalle fredde regioni del nord svernavano in Riviera di Ponente.
La Passeggiata dell'imperatrice fu realizzata in occasione della visita della zarina Maria Alexandrovna nel 1874.
La prima mattina che trascorro a Sanremo mi saluta il canto del mare nel quale si riflette un cielo coperto, a tratti plumbeo, squarciato dalla luce che penetra tra le nubi, come un faro sul palco del teatro che punta il solista mentre si esibisce nelle serate del festival.
Un promenade de nuit non può ignorare l'imponente bianco edificio della casa da gioco in stile Liberty (Art Nouveau), progettato dall'architetto francese Eugène Ferret. La struttura, situata in Corso degli Inglesi, fu concepita per attirare il turismo aristocratico, combinando eleganza formale e sfarzo, diventando un simbolo della Riviera.
Infine, le palme. Sanremo ha un legame secolare con le palme, simbolo esotico della Riviera dei Fiori e protagonista della tradizione pasquale dei parmureli.
Ogni anno, rami di palma intrecciati artisticamente vengono inviati in Vaticano e questo sin dal 1586, quando, secondo la leggenda, il capitano Benedetto Bresca salvò l'innalzamento dell'obelisco sistino in Piazza San Pietro a Roma... "acqua alle corde", ricordate?










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