La passione per i vecchi G-Shock
Riprendo un testo che ho letto su di un forum dedicato agli orologi, linkato in fondo, opera di un autore che si firmava James Bond e dedicato ai G-Shock, la linea di orologi resistenti alle sollecitazioni meccaniche (almeno così nei propositi dell'ingegnere Kikuo Ibe che li ha ideati per la Casio) che tanto mi piacevano da ragazzo e che qualche volta adopero ancora oggi, privilegiando i modelli degli anni Novanta e dei primi anni Duemila.
"Molto spesso chi si avvicina al mondo dei G-Shock lo fa grazie a qualche nuovo modello, magari appena uscito e magari molto colorato, complici le mode del momento o più semplicemente la voglia di "allegerirsi", dopo i mesi invernali, con qualcosa di più sbarazzino e disimpegnato.
Alcuni, poi, dopo l'euforico (ed abbagliante!) impatto iniziale, passano a considerare modelli con funzioni "tecniche" specifiche ed accattivanti (altimetri, bussole, termometri, etc) e direzionano le proprie scelte verso l'ultima evoluzione di questi "strumenti", meglio se alimentati ad energia solare e radiocontrollati.
Arrivati ad un certo punto alcuni di quelli che hanno approcciato il mondo G-Shock partendo dall'attualità, cominciano a guardarsi indietro e rivolgono la propria attenzione a quei modelli che vengono dal passato: si cominciano a considerare le forme classiche dei 5600 o dei 6900, stilisticamente inalterate rispetto alle proprie origini e tuttora in produzione regolare con numerose varianti tecniche e cromatiche.
In realtà pochi considereranno di valutare altro, nella galassia di quelle che ho definito "forme classiche", che esuli dai citati 5600 o 6900, ma volendo altro da valutare c'è.
Casio continua a proporre un'altra linea di G-Shock che deriva direttamente dal passato e per la precisione da quella che è stata senza dubbio l'epoca d'oro dello sviluppo e della produzione di questi orologi, cioè dagli anni '90. Anni in cui, come abbiamo già altrove detto, il G-Shock diversifica la propria natura, grazie sopratutto ai Nexac ed al connubio con nuove fenomenologie sociali di grande impatto e presa sopratutto fra i giovanissimi (dalla "street culture" agli sport estremi, passando per tutto quello che c'è in mezzo).
Ma quegli anni non sono solo dei Nexac: il G-Shock tradizionale, nero, massiccio ed "operativo" trova la propria espressione in modelli che diverranno, nel corso degli anni, dei veri e propri classici: DW6600, il citato DW6900, i DW8800 ed i DW9000.
Ecco, quest'ultimo, forse più di altri, è un modello che colpisce l'immaginario "operativo" dell'utente ed ancor di più lo colpirà ancorché se ne constaterà l'assegnazione militare effettiva ai Reparti del COFUSCO (diventati FORFUSCO dal 2001).
E' vero che il DW6600 è spesso visto al polso di operatori militari e di polizia, ma il DW9000, con la sua assegnazione, diventa, per gli appassionati, il G-Shock militare per eccellenza.
Ciò nonostante, chi si approccia oggi al mondo delle linee vintage attualmente in produzione raramente considera l'acquisto di un DW9052, erede diretto di quel 9000, dal quale mutua struttura e, sostanzialmente, modulo.
Innanzitutto va detto che il DW9052 non è disponibile per il mercato italiano, ma lo si trova, regolarmente in produzione attuale, su mercati esteri quali quello americano, ad esempio. L'approvvigionamento dovrà quindi necessariamente avvenire attraverso i soliti canali on-line, considerando comunque che alcuni venditori italiani ed europei si trovano, a volte, a proporlo in vendita. I prezzi oscillano, salvo offerte, intorno ai 70/80 euro, da quel che ho visto (circa 70 $ invece sul mercato americano).
L'incasso attuale del DW9052 è dato dal modulo 3032, che sostanzialmente mutua, come dicevo, in toto l'appeal estetico e le funzionalità del 1659, modulo già incassato dal citato DW9000 e presente anche nei 9052 sino a qualche tempo fa. Ho provato ad effettuare un raffronto tra i due moduli analizzando entrambi i manuali d'uso senza rilevare alcuna differenza funzionale. L'unica differenza rilevata tra il 1659 ed il 3032 è l'autonomia del calendario: mentre il 1659 era pre-programmato sino al 2039, il 3032 arriva sino al 2099. Stesso ragionamento, del resto, va fatto per le nuove generazioni di DW6900, che presentano un incasso del modulo 3230 a fronte del precedente 1289.
Ad ogni buon conto quindi, presumibilmente, la differente denominazione di due moduli di fatto identici deriva da questa particolarità (come dicevo, altre differenze non ne ho trovate) ma, come sempre, se qualcuno sapesse qualcosa in più.
Basiche le funzionalità: ora, allarme (uno, configurabile in differenti modalità), conto alla rovescia (sino a 24 ore) e cronografo (sino a 23 ore, 59 minuti e 59 secondi). L'illuminazione è garantita da un pannello elettroluminescente blu/verde, che trovo sempre bellissimo a distanza, oramai, di quasi vent'anni dalla sua introduzione.
L'alimentazione è a batteria (durata stimata: 2 anni) e, ovviamente, non vi è traccia di radio-controllo.
La struttura è invariata, rispetto al passato: medesime soluzioni tecniche (dai pulsanti coperti ai "rollbar" che, passando sotto la cassa, fanno corpo unico tra questa ed il fondello, permettendo al cinturino una mobilità perfetta – contrariamente a quanto avviene sulla stragrande maggioranza dei G-Shock – senza pregiudicare il fattore resistenza), angoli con punto metallico sporgente. Le dimensioni, generose, non sono eccessive e l'orologio si porta davvero in modo molto comodo (complice, senz'altro, il cinturino libero), senza fastidi di sorta.
Da notare come gli indici che fanno da cornice al piccolo "occhio"/contatore in alto a sinistra non siano dipinti sulla cornice argentea ma sul vetro: se guardate bene l'ultima fotografia si nota l'ombra del numero "10" proiettata dal flash direttamente sul display. Particolare che, quantomeno, fa pensare ad un assemblaggio molto preciso delle varie componenti, pena il rischio di ottenere indici disallineati rispetto al contatore.
Particolarità di questo modello, nella produzione attuale, è la disponibilità in poche varianti di colore: attualmente ci sono di certo due neri (uno con le classiche scritte rosse, come quello che ho io, l'altro con scritte bianche/gialle) ed un blu (con pulsante "rollbar" neri, scritte giallo/bianche) variante attualmente presente sul sito Casio Internazionale – Asia. Non sono riuscito a trovarlo in altre colorazioni, ben vengano integrazioni anche in tal senso.
Concludendo, un G-Shock bellissimo, secondo me, assolutamente portabile e dal DNA "nobile", che può rappresentare un ottimo approccio ai "classici" un po' diverso dal solito (proposto ad un prezzo che mi pare assolutamente alla portata). Con in più il valore aggiunto (per quanto mi riguarda, almeno) di riportarmi alla mente un periodo in cui quelle forme erano legate indissolubilmente all'evolversi quotidiano dei miei giorni.
Scusandomi sin d'ora per le eventuali imprecisioni, ringrazio per la consueta attenzione e pazienza e vi lascio con una fotografia di gruppo."
PS: ho sostituito la fotografia di gruppo promessa da J.B. con un video originale mio, costruito assemblando varie foto dei modelli citati nel testo.




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