Ricordi della Città Eterna - 1

La sera del Venerdì Santo ho seguito la Via Crucis presieduta da Papa Leone XIV, trasmessa in diretta da Rai Uno. Non sono solito partecipare a cerimonie - religiose, civili o militari; pubbliche o private che siano - ma sentivo in me di dover assistere a questa celebrazione, se non altro per rivedere qualche inquadratura di Roma - una delle città che amo, anche se sopra tutte c'è sempre Venezia.

Il Pontefice ha portato la croce nel corso di tutta la cerimonia: peccato che non ci fossero i necessari momenti di silenzio per interiorizzare le parole delle meditazioni e tutto sia corso via troppo velocemente.


Al Colosseo fui in visita anch'io, in veste non di fedele devoto ma di accompagnatore di un gruppo di discenti in viaggio di istruzione nella Capitale, un paio di anni fa: fu l'ultima volta che vi andai. 


Ecco la facciata del Pantheon, con la fila in coda sotto la pioggia per entrare. Vi è sepolto Raffaello. Vi sono sepolti anche Vittorio Emanuele II, Umberto I e la regina Margherita.

Là vicino ci sono, tra le tante cose da vedere, la Chiesa di San Luigi dei Francesi, con i dipinti che il Caravaggio ha dedicato a San Matteo, e la sede della Camera dei Deputati (almeno esternamente, giusto per sapere dove si trovi la sede di una delle istituzioni più importanti).


Questa è invece la Sede del Coni, il cui colore risalta sul cielo plumbeo; accanto c'è lo Stadio Olimpico, che sempre merita una visita...


Infine, qualche scatto di quello che per me è un luogo del cuore: la Chiesa di Sant'Ignazio, con l'affresco di Andrea Pozzo sulla volta, che celebra la gloria del fondatore dei Gesuiti


Entrando, mi sposto a sinistra e cammino lungo la navata laterale, tra decine di pellegrini venuti per udire la messa in lingua spagnola


Sopra, ecco l'altare dedicato alla Madonna; sotto, la cappella del Crocifisso.


Infine, ecco la meta della mia visita: il confessionale di Padre Felice Cappello, originario da Caviola (BL), prima sacerdote diocesano e poi, dal 1924 alla morte, gesuita. Sembra che la decisione di diventare un figlio spirituale di Sant'Ignazio sia stata maturata dal Padre Cappello dopo un pellegrinaggio a Lourdes


Solo ora mi accorgo che quella volta fui presso il "suo" confessionale (e la sua tomba) proprio nell'anniversario della morte: potete leggerne la data su questo totem che spiega l'importanza della sua persona per Roma e per la Chiesa, tanto da essere venerato come Servo di Dio.


Disse il Padre Cappello in una conferenza (1° gennaio 1937): "il vero amore sta nella sofferenza accettata con rassegnazione; anche noi se vogliamo riparare nel modo migliore, dobbiamo offrire le nostre tribolazioni fisiche e morali, esterne ed interne; offrire le nostre croci accettate con pazienza".

Credenti o non credenti, atei o agnostici, ciascuno di noi ha le sue di croci e di tribolazioni. E si ritorna al tema dell'inizio di questo post, con la Via dolorosa celebrata al Colosseo: un appello a non sentirci soli nei momenti di buio. Fulget Crucis Mysterium.

Commenti

Post popolari in questo blog

Auguri di liete festività

Elettricità e magnetismo: qualche annotazione

Magnetismo: qualche annotazione