Blog personale di Marco Capponi, privato cittadino e docente di Scienze Naturali in un istituto paritario.
28 - 2 = 26
Ottieni link
Facebook
X
Pinterest
Email
Altre app
"Im Frühling" (In primavera) è un famoso Lied (brano vocale con pianoforte) composto da Franz Schubert (1797-1828) nel 1826, duecento anni fa, basato su una poesia di Ernst Schulze (1789-1817) in sei strofe. Il brano descrive la bellezza della natura in primavera, evocando sentimenti contrastanti di felicità passata, nostalgia e malinconia amorosa.
Il testo contrappone il cielo luminoso e la valle verdeggiante alla sofferenza interiore del poeta, ricordando un amore passato. La musica è caratterizzata da una melodia nostalgica che riflette sia la gioia della stagione sia la tristezza del ricordo.
Io saluto l'avvicinarsi della stagione dei fiori sbirciando nel sottobosco e contemplando, tra le foglie secche e l'humus, il viola di Hepatica nobilis e il bianco di Leucojum vernum, punteggiato di verde sull'estremità dei petali, il che permette di distinguere questa specie dal comune bucaneve (Galanthus nivalis).
Non può mancare la primula (Primula vulgaris), vero araldo della primavera: l'unica pianta qui presentata ad essere commestibile, mentre le altre sono particolarmente tossiche.
Ecco infine l'elleboro (Helleborus viridis), delle Ranuncolacee - come anche la già menzionata Hepatica nobili - il cui nome viene dal greco (helo borà = io elimino il cibo) e ricorda come negli scritti di Ippocrate la sua assunzione fosse prescritta in piccole quantità per indurre il vomito.
In quantità eccessive esso, oltre ad eliminare il cibo, elimina anche colui che l'ha assunto.
Altre interpretazioni del nome greco lo indicano come "cibo dei cervi" (che in realtà non mangiano), "cibo dei pazzi" o "cibo mortale", per il suo alto contenuto di alcaloidi velenosi.
Sarà per questo che lo si ritrova, tra tante altre specie vegetali, in questo splendido libro dedicato alle "Piante che uccidono", opera di due autori: una tossicologa e un farmacista.
Aiutandosi con testi, fotografie e disegni, essi spiegano come alcune angiosperme abbiano sviluppato effetti tossici per proteggersi dagli erbivori e da altre minacce, svelando i segreti della loro fisiologia e i meccanismi biochimici coinvolti nella produzione delle loro tossine.
Il volume descrive le interazioni tra piante velenose e altri organismi, in particolare l’uomo, esplorando i vari modi in cui le tossine vegetali possono compromettere il normale funzionamento di organi e apparati nei mammiferi, dagli effetti sul cuore e sul sistema nervoso fino alle tossine che scatenano reazioni cutanee in combinazione con i raggi del sole.
Un libro da leggere per conoscere e per imparare (ed insegnare!) che i fiori spontanei non vanno colti ma lasciati crescere e prosperare nell'ambiente in cui si sono evoluti. E quando fanno bella mostra di loro stessi, perché non cogliere l'occasione per fotografarli?
Per continuare il mio breve corso all' UAABL , ho tenuto oggi una piccolissima lezione sulla storia dell'elettricità , della quale pubblico sotto il riassunto. Intanto, eccovi anche un video che ho assemblato a scopo didattico, mostrando qualche piccolo esperimento realizzato alla meno peggio. La lezione di oggi, come le precedenti, si inserisce in un ciclo dedicato all'aria: i primi costruttori di macchine elettrostatiche osservarono come tra i poli di queste scoccavano delle scintille che assomigliavano a piccoli fulmini . L'analogia guidò Benjamin Franklin nei suoi studi sull'elettricità atmosferica , che lo condussero all'invenzione del parafulmine . Per spiegare il trasferimento di carica , i primi studiosi moderni di questi fenomeni immaginarono l' elettricità come un fluido che scorreva in un conduttore - così come l'acqua scorre in un tubo. Il filosofo naturalista Richard Laming nel 1838 ipotizzò l'esistenza di un'unità di carica...
Il solstizio d'inverno è passato da poche ore (21 dicembre, 16:03) e i paesaggi montani che incorniciano la valle dove abitano si vestono e si svestono del manto bianco che di solito caratterizza la stagione fredda. Io ho anticipato di un paio di giorni la vacanza, a causa di un' influenza stagionale che mi ha costretto sul divano già da venerdì pomeriggio. Va da sé come, nonostante le mie lezioni e la carta la quale - anche da me - si lascia scrivere, qualcuno debba ancora imparare che, quando il termometro clinico registra una temperatura corporea di 39.5°C, si sta a casa e non ci si prende la libertà di andare in giro a spargere virus e a contagiare gli altri. Rileggete a pagina 9 l'incipit di Convivenze difficili , il libro che ho dato alle stampe a giugno dell'anno scorso per i tipi dell'editrice La Bussola , e verificate voi stessi che il copione è ormai un classico . Anzi, se non sapete che cosa regalare, una copia di quel libro potrebbe essere un'id...
Ho concluso ieri la mia serie di lezioni presso l' UAABL , con una presentazione molto letteraria e poco matematica (sic!) del magnetismo naturale . Eccone una parte del riassunto, con gli inevitabili accenni a Talete, Aristotele, Lucrezio, Plinio ed ad altri autori, come potete evincere voi stessi leggendo il testo. La lezione è continuata con un accenno ad Alessandro Volta e all' invenzione della pila , strumento che ha rivoluzionato gli studi sull'elettricità; a Romagnosi e a Oersted , che osservarono come l'ago di una bussola si disponga perpendicolarmente a un filo rettilineo percorso da una corrente continua; a Biot e a Savart , che hanno scritto la legge matematica che descrive il fenomeno, poi generalizzata da Laplace in un'elegante equazione differenziale. La descrizione del fenomeno ha catturato l'attenzione di Ampere , sul quale ho speso qualche parola in più, essendo ricorsi quest'anno i 250 anni dalla nascita. Il passo successivo lo comp...
Commenti
Posta un commento