La stella di Betlemme: qualche annotazione

"Abbiamo visto la sua stella e siamo venuti per adorarlo" (Mt 2,2). Così affermavano i sapienti venuti dall'Oriente alle genti di Giudea, cercando il bambino appena nato. 

E qualche interprete dei secoli successivi si è interrogato su quale stella possano aver visto i Magi e alcuni si interrogano tuttora, ipotizzando che la stella fosse in realtà una cometa, come la Cometa di Halley (passata nel 12 a.C. e associata alla Natività da Giotto) o una supernova osservata dai cinesi. 

L'ipotesi della congiunzione planetaria è molto accreditata per la sua rarità: nel 2 a.C. è stata osservata una congiunzione tra Giove e Venere ma, a cominciare da Giovanni Keplero, si suppose che  la "Stella di Betlemme" fosse in realtà una straordinaria congiunzione di Giove e Saturno in Pesci, avvenuta intorno al 7 a.C. 

Questo evento astronomico, visto come presagio di un nuovo re messianico, sarebbe osservato dai Magi, i quali interpretarono la luminosità eccezionale come un segno divino e si misero in viaggio verso Betlemme. La congiunzione avrebbe avuto momenti particolarmente significativi a settembre (congiunzione equinoziale) e dicembre

Si trattava di una "grande congiunzione" che segnava l'inizio di una nuova era zodiacale (ingresso del Sole in Pesci) e aveva un forte significato astrologico per le culture orientali. Gli astrologi interpretarono questo fenomeno come la nascita di un Re e seguirono la sua luce fino a Betlemme.

La congiunzione di Giove e Saturno ritorna all'incirca ogni vent'anni (19,85 anni: cioè 19 anni e 314 giorni) e un tempo la sua comparsa era associata a grandi cambiamenti e non sempre in positivo.


Nel 1484, il giorno 25 novembre, una grande congiunzione astrale di Saturno e Giove in Scorpione - raffigurata da Durer, sopra - fu interpretata da molti medici e astrologi dell'epoca come una causa astrologica e un presagio della sifilide (il "morbo gallico") che cominciò a devastare l'Europa a partire dall'ultima decade del XV secolo, con la sua esplosione in Italia intorno al 1494, legata forse (forse!) al ritorno di Colombo dalle Americhe e certamente alle scorribande delle truppe di Carlo VIII nella Penisola, fino a Napoli. Da ciò derivano i vari nomi dati un tempo alla sifilide: mal spagnolo, mal francese, mal napoletano, mal cristiano (dai turchi).

Il medico e poeta veronese Girolamo Fracastoro (1478-1553), nel suo poema "Syphilis sive de morbo gallico", lega esplicitamente l'epidemia a questa congiunzione, come una punizione divina o un evento naturale legato ad un evento astrologico. 

Mi sembra superfluo aggiungere che per la scienza moderna tale malattia non abbia nulla a che vedere con le congiunzioni astrali ma sia invece di origine infettiva.


Nel 1623, negli anni in cui Galileo aveva cominciato le sue osservazioni al telescopio e l'astronomia si stava separando dall'astrologia, i pianeti Giove e Saturno si trovarono molto vicini, nel cielo: come si è detto, si tratta di un evento che si ripete all'incirca ogni vent'anni, ma raramente con tale vicinanza apparente.

La congiunzione del 1623, avvenuta il 17 luglio, fu tuttavia difficile da osservare perché i pianeti erano molto vicini al Sole, il che li rese quasi invisibili. 

Nei "Promessi Sposi", Manzoni tratteggia il profilo caricaturale dell'erudito secentesco nel personaggio di Don Ferrante: costui, appoggiandosi a vecchie teorie già superate, attribuisce a questa nefasta congiunzione la causa della peste nel 1630 ha colpito Milano e dintorni. 

His fretus, - scrive Manzoni - Su questi bei fondamenti, non prese nessuna precauzione contro la peste; gli s’attaccò; andò a letto, a morire, come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle. 


Il 21 dicembre 2020, Giove e Saturno si sono riavvicinati notevolmente, offrendo uno spettacolo simile a quello del 1623. I due pianeti erano separati da soli 0,1 gradi (un quinto del diametro della Luna piena), apparendo come una singola "stella" brillante nel cielo serale. Che cosa dobbiamo temere? Nulla, se non di aver perso uno spettacolo astronomico molto bello. La successiva grande congiunzione, con una distanza angolare simile, non avverrà prima del 2080. 

FONTI
- M. Capponi, Convivenze difficili, ed. La Bussola
- A. Manzoni, I Promessi Sposi, capp. XXXVII
- P. Mazza, La stella di Natale, dal sito: https://www.galassiere.it/stellanatale1.php#

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