L'equazione di Schroedinger compie cent'anni
Facendo seguito a quanto pubblicato il 19 novembre sull'evoluzione dei modelli atomici, pur nei limiti in cui tale tema è trattato a livello di scuola secondaria di secondo grado, propongo qui una breve biografia di Schroedinger, il fisico austriaco che elaborò l'omonima equazione d'onda esattamente un secolo fa, durante le vacanze di Natale, tra la fine di dicembre 1925 e i primi giorni di gennaio 1926.
Erwin Schroedinger (1887-1961) è il celebre
fisico austriaco, padre dell'equazione d'onda e della meccanica ondulatoria.
Figlio di due laureati in chimica (il padre, imprenditore nel settore tessile, conobbe la madre
all'università), Erwin crebbe in un ambiente culturalmente stimolante.
Talento assai precoce, fu educato in casa fino agli 11 anni di età; al ginnasio risultò sempre il
primo della classe e all'università fu il primo del suo corso. Si laureò nel 1910 e l'anno successivo
era già assistente. Nel 1914 conseguì l'abilitazione a privatdozent.
Fu richiamato alle armi durante la prima guerra mondiale; patì la povertà al termine della guerra.
Fu chiamato ad insegnare a Jena, poi a Stoccarda, quindi a Breslavia e infine a Zurigo.
Peter Debye lo invitò ad aggiornare i professori di fisica sulle teorie di De Broglie intorno alla
natura ondulatoria dell'elettrone, esposti in articoli che circolavano da un paio d'anni. Lo stesso
Debye criticò l'impostazione di De Broglie, che parlava di onde senza presentare un'equazione
d'onda relativa all'elettrone.
Esattamente un secolo fa, agli inizi del 1926, Schroedinger, che soffriva di problemi polmonari (i primi sintomi di quella tisi
che lo porterà alla morte), durante un soggiorno ad Arosa (qualcuno dice: in compagnia di
qualche donzella - ma non la moglie, sposata sei anni prima), ne trovò una.
Pubblicò il lavoro, che si diffuse presso gli addetti ai lavori e fu accolto come una sorta di
liberazione: esso si basava su equazioni differenziali, ossia adottava un formalismo matematico
familiare ai fisici, che permetteva loro di evitare il confronto con le terribili matrici del giovane
Heisenberg. Il lavoro di Schroedinger ottenne anche l'approvazione di Einstein, di Planck e di Sommerfeld.
Nel 1927, il professore fu chiamato a Berlino, ove rimase fino al 1933. La nomina a membro della
Pontificia Accademia delle Scienze gli permise di lasciare la Germania e di fuggire a Oxford.
Intanto è insignito del premio Nobel ex aequo con Dirac.
Nel 1936 ritornò nella natia Austria per insegnare a Graz; dopo l'Anschluss, nel 1938, fuggì
nuovamente in Inghilterra e poi in Irlanda. Si stabilì a Dublino, ove concluse la sua carriera
accademica.
Nel 1944 scrisse "What is life?", riflessione di un fisico sulla vita come fenomeno biologico. Dalle
pagine di quell'opera emergono riflessioni importanti, che influenzeranno Watson
nell'elaborazione della struttura del DNA e del codice genetico.
Amante delle donne (finì per vivere, sotto lo stesso tetto, con la moglie e due amanti), delle
lingue, delle lettere, della filosofia, Schroedinger ebbe sempre una certa avversione per la musica - oltre che per il nazismo e per l'antisemitismo, a differenza di Heisenberg.
Gli ultimi anni di vita furono funestati dall'aggravarsi della tubercolosi, malattia che lo portò alla
morte il 4 gennaio del 1961.
Fu sepolto nel cimitero cattolico di Alpbach, in Tirolo, e sulla sua tomba è riportata l'equazione
che lo ha reso immortale.



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