Cloro: qualche annotazione

Il cloro (Cl, Z = 17) è un elemento chimico scoperto da Scheele, studiato in seguito da Berthollet come candeggiante e da Ampere, che gli diede il nome a causa del suo colore giallo-verdognolo. Riporto alcune notizie su di esso da una dispensa che avevo preparato anni fa, per una lezione all'UAABL


Il composto più importante del cloro è l'acido cloridrico, HCl: in natura si trova in alcune emissioni vulcaniche e nei succhi gastrici, mentre a livello industriale è prodotto nelle reazioni di clorurazione del metano e in altri processi della chimica organica industriale.


Fu scoperto dagli alchimisti distillando il sale comune con solfati (detti un tempo vetrioli) e fu chiamato aria acida del sale marino. Glauber lo ottenne per reazione dell'acido solforico con il cloruro di sodio; Priestley lo raccolse puro nel 1772 e Lavoisier lo chiamò acido muriatico, dal latino murium = salamoia, nome che conserva tuttora la sua soluzione commerciale al 10- 15%.

I sali dell'acido cloridrico sono chiamati cloruri: il più importante è il cloruro di sodio, NaCl, il comune sale da cucina.

Richard Jack, The taking of Vimy ridge, Easter Monday 1917
olio su tela, 364 x 591 cm, Canadian war museum, Ottawa

A partire dalla fine del XIX secolo, il cloro e molti suoi composti sono stati sviluppati come armi chimiche, alcune delle quali utilizzate durante la prima guerra mondiale

  • il fosgene, COCl2, scoperto da John Davy nel 1812 e da lui denominato così, in quanto ottenuto per la prima volta esponendo alla luce una miscela di cloro e monossido di carbonio. La sintesi catalitica fu perfezionata nel 1878 da Emanuele Paternò. In tempo di pace, il composto trovò importanti impieghi industriali nella sintesi dei coloranti, dei farmaci, dei poliuretani, dei policarbonati, etc;
  • cloropicrina, CCl3NO2, più tossica del cloro ma meno rispetto al fosgene, fu scoperta dal chimico scozzese John Stenhouse e ampiamente usata per fini bellici;
  • l'iprite o gas mostarda, prodotta con diversi metodi, fu usata per la prima volta a Ypres nel 1917, dai tedeschi: causa gravi ustioni alla cute e alle mucose, si lega al DNA e persiste nell'ambiente;
  • la lewisite è un vescicante scoperto verso la fine del conflitto dal sacerdote cattolico statunitense Julius Arthur Nieuwland, mentre conseguiva un dottorato in chimica. Fu ottenuta per reazione del cloruro di arsenico con l'acetilene in presenza di sublimato come catalizzatore; la sintesi industriale fu poi perfezionata dal chimico militare Winfred Lee Lewis, da cui il composto prende il nome. L'antidoto contro gli effetti della lewisite fu preparato a Oxford nel 1940 ed è conosciuto come BAL (British Anti Lewisite), un chelante usato ancor oggi contro l'avvelenamento da metalli pesanti.

Altri composti furono ottenuti nei decenni successivi, tra i quali il trifluoruro di cloro, dagli effetti tremendi per la sua intensa reattività: carbonizza la materia vivente, corrode i metalli e il vetro ed esplode per reazione con l'acido solfidrico e i composti organici. Fu studiato dai chimici nazisti con il nome di N-Stoff nell'impianto di Falkenhagen a partire dal 1938, ma mai utilizzato in guerra.

Gli agenti nervini, derivati organici del fosforo che agiscono sulla trasmissione dell'impulso nervoso (quali inibitori dell'acetilcolinesterasi), saranno scoperti e perfezionati a partire dalla fine degli anni Trenta sempre dai nazisti, dapprima come insetticidi organofosfati e poi come armi chimiche: non furono quindi usati durante la prima guerra mondiale, come riportato erroneamente da alcuni manuali di storia per i licei.

L'orrore dell'attacco con i gas è descritto da molti reduci nei loro diari e nelle loro opere: ricordiamo alcuni versi di Wilfred Owen, autore di Dulce et decorum est...

"Niente di nuovo sul fronte occidentale" è il titolo di un romanzo di Erich Maria Remarque che ha ispirato successive trasposizioni cinematografiche, tra le quali quella di Delbert Mann, dalla quale è tratta la scena seguente.

Quello di Mann è un film americano per la televisione del 1979 che non risparmia sui mezzi e sul cast (con interpretazioni di Donald Pleasence, Ernest Borgnine e Ian Holm): molte scene sottolineano, al pari del libro che le hanno ispirate, l'insensatezza e l'orrore della guerra. 

La trama è incentrata sulla storia di un diciannovenne tedesco che si arruola volontario nella prima guerra mondiale, infiammato dalle sparate retoriche del suo professore. Scoprirà al fronte che la guerra non ha niente di bello e di glorioso: è solo fango, morte, paura. Morirà anche lui, l'ultimo giorno del conflitto.

Per approfondire:

https://www.soc.chim.it/sites/default/files/chimind/pdf/2015_2_15_ca.pdf

https://www.soc.chim.it/sites/default/files/chimind/pdf/2015_6_11_ca.pdf

https://www.soc.chim.it/sites/default/files/chimind/pdf/2015_6_14_ca.pdf

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