PFAS: qualche annotazione

Quella dei PFAS ha assunto le sembianze la tempesta perfetta: annunciata ormai da decenni, essa rientra bene nell'idea dell'inquinamento mondiale predetto nel 1972 da Limits to growth. 

Oggi sappiamo che c'è, ne constatiamo continuamente l'estensione, ne conosciamo sempre meglio il peso sulla nostra salute, ma non riusciamo a porvi rimedio in modo efficace.

(Elaborazione grafica di M. Meneghetti)

PFAS, perfluorinated alkylated substances, sono noti anche con l'appellativo di “sostanze chimiche eterne”: essi rappresentano una minaccia pervasiva per la Natura, di cui facciamo parte.

Costituiscono un gruppo di composti chimici di sintesi ampiamente utilizzate in svariati settori; si trovano nell'acqua, nei cibi, addirittura si trasmettono di madre in figlio attraverso la placenta e il latte materno. Per distruggerli termicamente è necessaria una temperatura di almeno 1000 gradi. 

In Italia, essi sono oggi prodotti in Piemonte e in passato sono stati prodotti da un'azienda in provincia di Vicenza: in particolare, in questo secondo stabilimento è stato sintetizzato l'acido perfluoro-ottanoico (pfoa) e ciò per almeno mezzo secolo, fintantoché uno studio sugli inquinanti nei fiumi non svelò la contaminazione delle acque della seconda falda più grande d'Europa. 

L'azienda produttrice è fallita nel 2018 ma oggi i suoi apparecchi sono stati smantellati e ricostruiti in India, a pochi chilometri da Mumbai, come abbiamo potuto apprendere in questi giorni dai mezzi di informazione, anche se l'operazione sembra sia partita molto tempo fa.

Attraverso l'acqua, è tutta la catena alimentare ad essere contaminata dai PFAS, come hanno confermato alcuni ricercatori davanti alle telecamere della trasmissione di approfondimento Presa Diretta, di cui ho linkato qui alcuni video che vorrei proiettare in classe durante una lezione di Educazione civica.

Non sono solo gli abitanti della zona rossa accanto allo stabilimento veneto ad avere valori molto alti di PFAS: essi si ritrovano anche nel sangue di chi vive molto lontano dalle zone inquinate. 

I PFAS sono dappertutto. Si possono trovare in uno smalto, negli imballaggi da fast food, nelle lenti a contatto, nei tessuti. La contaminazione è diffusa in tutta Europa, come dimostra uno studio pubblicato da Le Monde. Anche in Toscana, nel distretto conciario; e addirittura in quello cartario, come hanno rilevato le ultime analisi condotte da Greenpeace

Sulla pericolosità di queste sostanze si è interrogata l'Unione Europea: alcuni paesi del Nord hanno chiesto che i PFAS vengano vietati in blocco. L'Italia non si è pronunciata in merito, nonostante sia teatro di alcuni dei più gravi casi di contaminazione nel Vecchio Continente.

Nel Vicentino, in una delle zone più inquinate dai PFAS, in una centrale idrica hanno trovato un sistema per eliminare i PFAS grazie a filtri a carbone attivo, ma i costi di questo sistema sono molto alti. 

Si sta lavorando ad alternative valide, come la rete di titanio attivato in fase di sperimentazione al Politecnico di Milano. Oppure in Danimarca dove si sono riuniti diversi scienziati per bonificare acque e terreni dai PFAS: per purificare l'acqua si sta sperimentando di imprigionare i PFAS in bolle di gas.


Una possibile soluzione sembra provenire dalle biotecnologie: recentemente è stata annunciata la scoperta di specifici ceppi batterici capaci di attaccare il legame carbonio-fluoro; altri batteri ancora, isolati in suoli veneti, sembrano in grado di utilizzare i PFAS come fonte di energia

Inoltre, alcuni microorganismi intestinali sembrerebbero in grado di assorbire e immagazzinare i PFAS, potendo così contribuire a eliminarli dal corpo attraverso le feci. 


LETTURE CONSIGLIATE
  • V. Arcovio, Scoperti in Veneto i batteri mangiapfas, Huffington Post, 18 giugno 2025
  • L. Campanella, Allarme PFAS, Blog della SCI, 22 marzo 2025
  • M. Frigerio, G. Liva, A. Violato, Pfas: la fabbrica dei Veleni di Vicenza va a Mumbai
https://www.repubblica.it/venerdi/2025/10/31/news/pfas_inquinamento_italia_india_veleni-424950693/
  • Mariarita Persichetti, PFAS - Un pericolo silenzioso, Ecoravoverview, 8 settembre 2024
  • G. Ungherese, L'ex Solvay riprende la produzione di PFAS nonostante l'inquinamento del suolo e delle acque, Greenpeace, 5 agosto 2024
  • G. Ungherese, PFAS. Gli inquinanti eterni e invisibili nell'acqua. Storie di diritti negati e cittadinanza attiva, Altraeconomia, 2024.

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