Il paese della stibnite

Ogni tanto, agli alunni di qualche classe, suggerisco letture per l'estate o per i momenti di vacanza. Un paio di anni or sono, proprio per i mesi estivi, ho consigliato ai miei discenti Zio Tungsteno di Oliver Sacks (1933-2015): - "... ma sono quattrocento pagine!" - mi ha fatto notare più di qualcuno. 

Beh, avrei potuto indicare altrimenti Guerra e Pace, I miserabili, I sette pilastri della saggezza oppure Alla ricerca del tempo perduto: tuttavia non insegno letteratura ma scienze naturali e quindi, tra le varie proposte, ho scelto questa, che ritengo un bel modo di rileggere la chimica in una chiave diversa da quella didattica, propria dei libri di testo. 

L'autore, celebre psichiatra e scrittore, tra gli innumerevoli ricordi della sua infanzia chimica e i personaggi (storici e non) che l'hanno costellata, evoca le visite a vari musei, tra i quali quello di geologia.

"Al piano superiore c’era una colossale massa di stibnite – prismi di solfuro di antimonio, simili a lance di un nero lucente. Avevo visto il solfuro di antimonio – un'insignificante polvere nera – nel laboratorio dello zio Dave, ma qui al museo era sotto forma di cristalli alti anche più di un metro e mezzo. Avevo una venerazione per quei prismi, ed essi divennero per me una sorta di totem o di feticcio. Stando a quanto recitava il cartellino, questi favolosi cristalli, i più grandi del genere esistenti al mondo, provenivano dalla miniera di Ichinokawa, sull’isola giapponese di Shikoku. Da grande, pensavo, quando fossi stato in grado di viaggiare da solo, avrei visitato quell’isola per porgere i miei rispetti alla divinità. In seguito appresi che la stibnite si trova in molti altri luoghi, ma, nella mia mente, quella sua prima immagine si legò indissolubilmente al Giappone, al punto che anche in seguito esso rimase per me il Paese della Stibnite".

Campioni di Stibnite dalla miniera di Ichinokawa

Io ho visto il Giappone solamente in televisione, in qualche documentario o al telegiornale, specialmente quando si annunciano notizie su terremoti particolarmente gravi che colpiscono l'arcipelago del Sol Levante con una certa frequenza. D'altronde, quelle isole emergono dalle acque laddove quattro placche tettoniche si scontrano, come si può facilmente evincere anche operando una sommaria ricerca di qualche immagine sul web.

Il commento lo lasciamo a chi si occupa di Tettonica per mestiere. Noi apprendiamo che terremoti e vulcani rivelano un'attività geologica importante; acque termali ristorano non solo gli uomini, ma anche gli animali selvatici, come i Macaca fuscata che si immergono nelle sorgenti calde di Jigokudani a Nagano, soprattutto nei mesi invernali: eccone uno, riportato sulla copertina del libro di scienze che ho adottato per la classe seconda.

L'edizione 2003 del Catalogo dei dati storici dei terremoti giapponesi, compilato a partire dal 1899, riporta 486 diversi sismi rilevanti che ebbero luogo tra il 416 e il 1888.

Il grande terremoto del Kanto colpì la pianura omonima il 1° settembre 1923, causando la distruzione di Yokohama e di gran parte della città di Tokyo. L'evento accadde verso mezzogiorno, quando nelle case, costruite con materiali infiammabili, erano accesi i bracieri per preparare il pranzo; essi furono rovesciati e le abitazioni presero fuoco, alimentato dal vento. Morirono oltre centomila persone. Tra i testimoni oculari dell'evento vi fu il regista Akira Kurosawa

All'epoca, Kurosawa aveva tredici anni e la sua famiglia riuscì a salvarsi, ma il ricordo degli effetti devastanti del sisma e degli incendi successivi rimase vivido. La sua descrizione parla di un paesaggio infernale, con crepe nelle strade, case pericolanti e un cielo oscurato da un velo di polvere.

La colpa dell'evento fu attribuita ai coreani, che subirono nei mesi successivi atroci persecuzioni, interrotte solamente dal matrimonio dell'erede al trono e principe reggente Hirohito con la principessa Nagako Kuni, celebrato il 26 gennaio 1924. 

La ricostruzione delle città distrutte segnò un progressivo consolidamento del potere da parte dell'elite militare, che portò all'invasione della Manciuria, del Sud Est asiatico e alla Seconda Guerra Mondiale nel Pacifico.

Il terremoto del Kanto fu superato per gravità dal terremoto del Tohoku, accaduto l'11 marzo 2011, che coinvolse la centrale nucleare di Fukushima.

Diapositiva da una presentazione di N. Lazzarin

Per approfondire:

  • Akira Kurosawa e il terremoto di Tokyo del 1923 - dal blog di Ale Montosi:
https://alemontosi.blogspot.com/2016/11/akira-kurosawa-e-il-terremoto-di-tokyo.html

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