Qualche aforisma di Wilde...
![]() |
C. Monet, Gare de Saint Lazare, Musee d'Orsay, Parigi |
Molti anni fa, durante le vacanze di Pasqua, ebbi modo di trascorrere qualche giorno a Parigi con un gruppo di amici. L'idea era di partire la sera dalla stazione di Mestre, dormire in cuccetta e risvegliarsi nella capitale parigina.
Al di là del fatto che quella notte in viaggio non ho dormito niente (grazie al piccolo Maxime e ai suoi genitori) ma ho passato tutto il tempo a contemplare il paesaggio dal finestrino (belle le vedute notturne di Digione), per ingannare l'attesa mi ero portato un volumetto con gli "Aforismi" di Oscar Wilde (1854-1900), con la lettura dei quali mi deliziavo soprattutto al mattino presto dopo la sveglia e prima della colazione.
Aggiungo anche che cercavo di condividere qualche perla forse troppo british - eravamo pur sempre nella Ville Lumiere - con il mio compagno di stanza all'Hotel Lafayette: egli però non gradiva molto le mie declamazioni ad alta voce, che alla levata avevano per lui lo stesso effetto di una doccia d'acqua gelata.
Ritengo che su Wilde non ci sia bisogno di dire molto: a scuola lo abbiamo studiato come drammaturgo, giornalista, saggista e critico letterario della tarda età vittoriana, esponente del decadentismo e dell'estetismo britannico. E forse abbiamo visto in teatro qualche sua pièce, ancora rappresentate, oppure ne abbiamo apprezzato sullo schermo le varie versioni cinematografiche con il film biografico a lui dedicato.
Pur essendo sposato con prole, secondo le convenzioni dell'epoca, ebbe diverse relazioni omosessuali: quella con Lord Alfred Douglas (1870-1945) gli costò due anni di carcere, la rovina e l'esilio - prima in Italia e poi in Francia, ove morì dopo essersi convertito al cattolicesimo. Fu sepolto nel cimitero di Pere - Lachaise.
Per molti lettori di oggi, l'opera di Wilde è una fonte inesauribile di frasi ad effetto. In particolare, gli aforismi di Oscar Wilde sul matrimonio sono celebri per il loro cinismo pungente e l'ironia tagliente, definendo spesso l'unione come una "serra" per strane passioni o un "malinteso" reciproco.
Wilde vedeva il matrimonio come un'istituzione che toglie libertà e rompe la magia dell'amore, spesso preferendo l'idea di non sposarsi affatto.
Ecco in merito una selezione degli aforismi più famosi:
- Il paradosso del matrimonio: "Il matrimonio è una alleanza tra due persone, una delle quali non si ricorda mai i compleanni e l'altra non dimentica tutto questo!" (Nota: spesso attribuita anche ad altri, ma nel contesto Wildeano per la concezione del malinteso).
- Sulla scelta: "Chi si sposa fa bene, chi non si sposa fa meglio."
- Sul malinteso: "La base logica del matrimonio è il malinteso reciproco."
- Sull'amore: "Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi."
- Sulla noia: "Il matrimonio ci insegna molte cose, soprattutto che potevamo farne a meno."
- Sulla rovina: "Quale rovina per l'uomo è il matrimonio! Esso lo abbruttisce quanto le sigarette, e costa molto di più."
- Sul passato/futuro: "Vi è una sola vera tragedia nella vita di una donna: il fatto che il passato sia sempre l'amante e il futuro invariabilmente il marito."
- Sulla chiesa: "Non potendo sopprimere l'amore, la Chiesa ha voluto almeno disinfettarlo, e ha creato il matrimonio."
- Sull'attitudine: "Come può una donna aspettarsi di essere felice con un uomo che insiste a trattarla come se fosse un essere umano perfettamente normale?"
Queste citazioni riflettono la visione tipicamente brillante, satirica e anti-convenzionale di Wilde verso le istituzioni sociali della sua epoca.
"Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano verso le stelle".



Commenti
Posta un commento