Auguri di liete festività

Il solstizio d'inverno è passato da poche ore (21 dicembre, 16:03) e i paesaggi montani che incorniciano la valle dove abitano si vestono e si svestono del manto bianco che di solito caratterizza la stagione fredda.

Io ho anticipato di un paio di giorni la vacanza, a causa di un'influenza stagionale che mi ha costretto sul divano già da venerdì pomeriggio. 

Va da sé come, nonostante le mie lezioni e la carta la quale - anche da me - si lascia scrivere, qualcuno debba ancora imparare che, quando il termometro clinico registra una temperatura corporea di 39.5°C, si sta a casa e non ci si prende la libertà di andare in giro a spargere virus e a contagiare gli altri. 

Rileggete a pagina 9 l'incipit di Convivenze difficili, il libro che ho dato alle stampe a giugno dell'anno scorso per i tipi dell'editrice La Bussola, e verificate voi stessi che il copione è ormai un classico. Anzi, se non sapete che cosa regalare, una copia di quel libro potrebbe essere un'idea: così fate un regalo doppio, al lettore che lo riceverà e all'autore che fin d'ora vi ringrazia.

Intanto, ho addobbato l'albero di Natale, che fa bella mostra di sé in salotto, tra la mia amata Venezia e New York; ma non ho ancora risposto all'invito di mia madre di allestire il presepe.


Qualcuno mi ha mandato foto del suo presepe, richiamando l'attenzione su questo o su quel particolare; io, all'adorazione di Gentile da Fabriano preferisco Lorenzo Monaco; non mi dispiace neanche il mosaico di quel Pietro Cavallini, artista contemporaneo di Giotto, reso celebre - più che dalla grande critica - dal professor Cagnato, che ricordiamo come uno dei personaggi più iconici di Verdone.


Mentre vado a lavorare a un nuovo libro, obiettivo di queste vacanze, non mi resta che augurarvi liete festività. Lo faccio senza musica (anche se stamattina, tra un colpo di tosse e qualche linea di febbre, ho ascoltato vari brani di Mendelssohn) e senza pretese. Che il Natale sia sereno e che il 2026 sia bello come lo desiderate.


PS: può essere che non risponda tempestivamente a messaggi, telefonate ed email. Miserere mei, ma mi risparmio il rito consumista di ripetere all'infinito il precotto "a te e famiglia". E poi sono assorbito dalla verve creativa e da quel furor che mi riporta sui libri da leggere, anzi: da divorare. Verve e furor hanno la priorità.

Commenti

  1. Grazie di questi auguri, Marco, che ricambio con tutto il cuore non solo per un Natale sereno e liete festività, ma anche per la tua salute! Bella la tua verve creativa e il furor che ti porta sui libri! Grazie anche delle foto e del riferimento al prof. Cagnato e il suo sketch sul Cavallini!!!...
    Un abbraccione!

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    Risposte
    1. Buongiorno, Annamaria e buona Vigilia di Natale! Grazie per il passaggio sul mio blog e grazie per gli auguri! Se ritorni domani, scoprirai che babbo natale avrà portato una sorpresa...

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