Varie ed eventuali
Il Jantar Mantar di Jaipur in India è un rinomato osservatorio astronomico del XVIII secolo (circa 1734), dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2010. Voluto dal Maharaja Jai Singh II, ospita diciannove grandi strumenti in pietra e marmo, tra cui la meridiana più grande al mondo, progettati per misurare il tempo e osservare gli astri.
Da qualche tempo, l'osservazione degli astri a occhio nudo è un'attività che affascina moltissimo anche chi vi scrive. Prima o poi acquisterò un telescopio rifrattore per guardare meglio anche gli oggetti che popolano il sistema solare, ma intanto - meteo e inquinamento luminoso permettendo - mi accontento di riconoscere le costellazioni e le stelle principali, aiutandomi con la carta del cielo boreale e fissando qualche scatto con lo smartphone.
Poi sto divorando al ritmo di due libri al giorno una serie di testi divulgativi dedicati all'astronomia e ho colto l'occasione per riprendere in mano gli appunti dei corsi di spettroscopia che seguii da studente universitario di chimica (in un'altra vita, ormai), che sto integrando con lo studio di alcuni libri specialistici come Astronomical Spectroscopy di Tennyson.
Sopra, ammirate il profilo di Cassiopea (ho ripassato le stelle...) e sotto, ecco l'Orsa Maggiore sopra il Monte Dolada: il puntino giallo in basso, nella foto, è la luce del capitello dedicato alla Madonna del Carmine.
Sotto, osservate ancora il profilo delle cicatrici sul petto di Kenshiro: riprendono proprio quello della costellazione. Confesso che sono arrivato quasi alla soglia dei cinquant'anni per accorgermene. Meglio tardi che mai.





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