Buddhismo: qualche annotazione

Il Buddhismo (o Buddismo) è un insieme di tradizioni spirituali, basato sugli insegnamenti di Siddharta Gautama (il Buddha = l'illuminato; letteralmente: il risvegliato), incentrato sulla ricerca della liberazione dalla sofferenza attraverso lo sviluppo interiore, la meditazione e la comprensione delle Quattro Nobili Verità e del Nobile Ottuplice Sentiero

L'insieme degli insegnamenti costituisce una via di esperienza personale per raggiungere saggezza e pace, adattandosi a diverse culture e dando vita a varie scuole, diffuse soprattutto in alcune regioni dell'Asia.

Il fondatore era un principe indiano, Siddhartha Gautama, nato a Lumbini, un boschetto sacro situato vicino all'attuale confine tra il Nepal e l'India, intorno al VI secolo a.C. (probabilmente nel 566 a.C.), da nobile famiglia Sakya e per questo chiamato Sakyamuni (= il saggio dei Sakya). 

Il luogo è oggi un importante sito di pellegrinaggio, ricco di edifici di culto che rappresentano i maggiori paesi dove la diffusione degli insegnamenti è numericamente importante.

Noi occidentali, distanti da quelle culture plurisecolari, diciamo Buddhismo e spesso pensiamo ad austeri monasteri costruiti tra le montagne più alte del mondo, situate tra l'India, il Tibet (un tempo regno indipendente e dal 1950 regione della Cina), il Nepal e il Buthan.

Visitando quei monasteri, sorprende la ricchezza delle opere d'arte che vi sono conservate, che talvolta rappresentano bodhisattva - cioè persone che, pur avendo raggiunto l'illuminazione e prossime a raggiungere il Nirvana, vi rinunciano per compassione di chi è ancora in cammino, prestando loro soccorso spirituale.

Talvolta, le immagini mostrano esseri terrifici, irati, immersi tra fiamme e circondate da scheletri e teschi: essi ricordano a noi occidentali, condizionati come siamo dalla cultura greca, latina, cristiana, talune raffigurazioni dell'oltretomba, dell'inferno e delle pene eterne che vi scontano le anime prave di dantesca memoria.


In realtà, queste raffigurazioni rappresentano Yamantaka, la forma irata del bodhisattva Manjushri, che invita il fedele a trasformare la rabbia e l'ignoranza in saggezza. 


Le forme terrificanti invitano chi le contempla a sconfiggere le emozioni negative e gli ostacoli spirituali (detti mara), con pratiche dettagliate, svolte sotto la guida di un maestro, che includono visualizzazione, recitazione e la creazione di mandala.

Nel cuore di Katmandu, capitale del Nepal, sorge lo stupa più grande del mondo, con una cupola che rappresenta il cosmo, del diametro di 37 metri.

Uno stupa è una costruzione sacra che custodisce reliquie del Buddha e ne commemora la vita e gli insegnamenti: i fedeli praticano la circumambulazione in senso orario quale atto di venerazione e di preghiera. 

Gli occhi, raffigurati sulle pareti, indicano i punti cardinali e simboleggiano saggezza e onniscienza.

In Laos, nelle Grotte di Pak Ou, vicino all'abitato di Luang Prabang, migliaia di statue di Buddha di ogni dimensione e stile, alcune antiche e altre recenti, sono state poste dai fedeli nel corso dei secoli, offrendo un'esperienza spirituale e paesaggistica unica lungo il fiume Mekong


Il sito è visitabile partendo da Luang Prabang e risalendo il corso del fiume in barca. Il viaggio dura un paio d'ore ed è una meta turistica importante, sia per i fedeli, sia per gli occidentali che visitano il paese.


E che gli occidentali abbiano lasciato il segno, lo testimonia la maglietta indossata dal barcaiolo... intanto, grotte simili si trovano anche in altri paesi, come nel Myanmar - che nei libri più vecchi sui quali studiavo io a suo tempo era chiamato Birmania.


L'abito tradizionale del monaco buddhista è invece una tunica, che assume colori diversi a seconda della tradizione e della scuola: rossa in Tibet, in Nepal e sulle regioni montane; arancione nella penisola indocinese, dov'è diffuso il Buddhismo Theravada, il più aderente alla regola del fondatore; blu o nero in Giappone, dov'è diffuso lo Zen.

Giallo e arancione sono colori ottenuti con la tintura alla curcuma, la quale contiene curcumina, un colorante naturale che a seconda del pH essa conferisce un colore che varia dal giallo all'arancione (nella foto sotto, il viraggio per aggiunta di carbonato di sodio). 


La curcumina assume un colore rosso in presenza di ioni borato e le cartine alla curcuma erano utilizzate un tempo nell'analisi chimica qualitativa.

Il rosso delle tuniche indossate dai monaci tibetani deriva tuttavia da altre fonti vegetali, come la radice della robbia (Rubia tinctorum). Un ampio approfondimento sui colori nel Buddhismo lo si può leggere al seguente link: 


Il colore della tunica (giallo - arancione - rosso) è quello delle foglie che in autunno cadono a terra e ricorda la fragilità della condizione umana. Ecco un monaco, dal capo rasato e dalla tunica sgargiante, che passa a raccogliere l'elemosina:


Un monaco non può che tenere con sé pochi oggetti: oltre alla tunica, una ciotola per il riso, un rasoio e poco altro. 

L'elemosina non è un atto di pietà ma di rispetto e di connessione alle realtà spirituali di cui è pervasa la natura, intesa come un processo, non come entità separata da noi; tale processo enfatizza l'armonia tra esseri senzienti e ambiente, vedendo la cura di uno come cura dell'altro, e contrasta la visione occidentale e utilitaristica dell'ambiente a servizio dell'uomo.


Confesso che le dottrine del Buddhismo mi affascinavano particolarmente quando ero più giovane e mi interessavo di altri campi dello scibile umano: poi, anni fa, lessi di un gruppo di monaci thailandesi che usarono le offerte del tempio per acquistare abiti occidentali e un biglietto per Los Angeles, dove si diedero ai vizi della carne e ad altri piaceri materiali. 


E così, mentre i monaci hanno ceduto alle lusinghe di Bacco, Tabacco e Venere, tutto il mio entusiasmo per questa filosofia è stato ridotto in cenere. La carne è debole e la strada da percorrere è in salita per tutti; evidentemente anche per qualche figlio spirituale del Buddha.


NOTA: le foto pubblicate in questo post sono state da me scattate con lo smartphone allo schermo della televisione mentre trasmettevano interessanti documentari di viaggi in Asia compiuti da altri; le stesse foto sono state selezionate ed elaborate prima della pubblicazione nel post.

Qualche lettura consigliata...

Commenti

Post popolari in questo blog

Elettricità e magnetismo: qualche annotazione

Auguri di liete festività

Magnetismo: qualche annotazione